GORGONZOLA – Anche i docenti dell’Istituto Argentia protestano per i tagli alla scuola: “Dall’anno prossimo 19 posti in meno: siamo senza parole!”

Anche i docenti dell’Argentia di Gorgonzolanon hanno più parole“. Con questo slogan e con striscioni e manifesti ancor più aggressivi, gli insegnanti dell’istituto tecnico hanno accolto i genitori che oggi, martedì 29 giugno, avevano appuntamento dalle 16 per ritirare le pagelle dei loro figli. Ancora una volta, come tante altre abbiamo già sentito in questa conclusione d’anno scolastico, gli insegnanti si sono organizzati per manifestare pubblicamente la loro preoccupazione per la situazione che, a causa della riforma e della nuova manovra finanziaria, tratteggia per l’anno scolastico a venire un panorama che, a loro dire, è tutt’altro che confortante.

“80.mila posti tagliati in due anni – si legge nel volantino che i genitori si sono visti consegnare insieme alla pagella – 50mila verranno tagliati il prossimo anno: in totale sono 130mila i precari licenziati. In provincia di Milano sono stati tagliati per l’anno scolastico 2010/2011 705 posti alla scuola primaria, 178 alla scuola media, da 800 a 1000 posti nella scuola secondaria, 800 posti occupati da personale Ata. La nostra scuola ha subito tagli per 19 posti. Il Ministro offre un parcheggio, noi vogliamo una scuola seria e di qualità. Con la nuova manovra finanziaria non verrà rinnovato il contratto e verranno bloccati gli scatti di anzianità di tutto il personale della scuola per i prossimi tre anni. Nonostante la sentenza della Corte Costituzionale, nel prossimo anno scolastico non si garantiranno tutti gli insegnanti di sostegno necessari per i bambini diversamente abili. Dal prossimo anno verranno tagliati ulteriori 43 milioni di euro per il funzionamento didattico amministrativo della scuola. Ancora una volta, mentre in tutti gli altri Paesi Europei si investe in scuola, università e ricerca, i peggiori provvedimenti si abbattono sulla scuola italiana. Noi insegnanti chiediamo la solidarietà dei genitori perché insieme a loro vogliamo difendere l’istruzione dei nostri figli e i diritti fondamentali dei cittadini“.