EX SISAS – Ogni giorno che passa sono 200mila euro di multa in più! E i soldi per Pioltello e Rodano restano congelati

Inizio lavori di bonifica dell'area ex Sisas

Un giorno ancora, che tradotto significano 200mila euro in più che lo Stato italiano dovrà versare come multa all’Unione Europea per il ritardo nella bonifica dell’area ex Sisas. Che sulla testa dell’Italia penda una multa esorbitante a causa del Polo chimico di Pioltello e Rodano è cosa ormai risaputa, ma qualcuno forse dimentica che la multa a cui la Corte europea di Giustizia ha condannato l’Italia aumenta di giorno in giorno: ai 20 milioni di euro che potremmo definire “fissi”, si devono aggiungere quasi 200mila euro per ogni giorno di ritardo. Lasciamo a voi il conto, anche perché su quanto ammonti la cifra esatta e sulla data in cui dovrebbe cominciare il conteggio le idee non sono chiare!

Già nel 2004, la Corte Europea aveva fissato una data entro la quale la bonifica andava fatta, ma proroghe e rinvii l’hanno posticipata al 31 dicembre 2010, giorno in cui, la cifra andrà sborsata. E sembra proprio che questa volta non potranno esserci appelli! Qualcuno si è già rassegnato: i lavori procedono a rilento e l’ipotesi che la bonifica venga conclusa entro i sei mesi ancora disponibili sembra lontana. Insomma, il rischio che la multa vada pagata è concreto.

Intanto, per Pioltello e Rodano è arrivata la nuova beffa, si spera temporanea: i 20 milioni (10 per ogni Comune), che il Ministero dell’Ambiente aveva garantito di compensazione per la bonifica ex Sisas (una sorta di indennizzo per i danni procurati), sono stati congelati e dirottati al Commissario Luigi Pelaggi (da poco nominato) che dovrebbe utilizzarli per mettere la parola fine a un’altra storia infinita della Martesana.

I FATTI. Quando si parla di area ex Sisas si fa riferimento al Polo chimico fallito nel 2001, che si estendeva per un terzo sul territorio di Pioltello e per la restante parte su quello di Rodano, per un totale di 300mila metri quadrati e per 290mila tonnellate di rifiuti industriali, 50mila solo di nero fumo, idrocarburi contaminati con mercurio che rischiano di inquinare la falda acquifera, divisi in tre vasche, A, B e C. Mentre la vasca C è stata completamente bonificata e la B lo è stata solo in parte, la A è ancora integra.

Pianta delle discariche dell'area ex Sisas

Recentemente, la proprietà che ha acquistato l’area e che doveva occuparsi della bonifica (Tr Estate Due di Giuseppe Grossi) ha dichiarato di avere difficoltà, obbligando la richiesta dello stato di emergenza che ha portato al commissariamento dell’area. Il Commissario Pelaggi ora si trova davanti a due possibilità: dare una mano al privato nella definizione di un nuovo cronoprogramma e nell’individuazione di siti in cui smaltire i rifiuti, oppure intervenire d’autorità bonificando l’area con o senza privato. In tal caso, però, tutti gli accordi presi salterebbero: Grossi, infatti, si è impegnato a bonificare l’area in cambio di volumetrie edificabili, tra cui spicca la realizzazione di un centro commerciale. Se non rispetterà gli impegni presi, ciò che gli è stato promesso in cambio non si realizzerà.

Bonifica della vasca C completata

Per ora tutto tace. Per concludere l’ opera il Commissario ha a disposizione 70 milioni di euro, tra i quali ci sono anche i 20 milioni che spetterebbero a Rodano e Pioltello. Il cronoprogramma avrebbe dovuto essere pronto entro il 14 giugno, ma novità non ce ne sono. Per ora la commissione tecnica è alla ricerca di discariche per stoccare gli inquinanti pericolosi che a quanto pare non esistono in Italia e per la cui operazione sono stati presi contatti con Germania e Austria.

Giorgio Fallini, assessore all'Ambiente del Comune di Pioltello

A Pioltello i dubbi sono tanti. “Innanzitutto noi avremmo voluto che la questione rimanesse in mano pubblica – spiega l’assessore all’Ambiente di Pioltello Giorgio Fallini – La nostra idea era che lo Stato stanziasse i soldi per la bonifica, che poi sarebbero stati recuperati con la messa all’asta dell’area. Così non è stato e noi, per senso di responsabilità, abbiamo accettato il passaggio in mani private. Abbiamo anche rinunciato alla possibilità di chiedere danni e in cambio ci sono stati promessi 10 milioni di euro di compensazione, che nelle nostre intenzioni sarebbero stati usati per la riqualificazione di alcune aree della città, come, per fare degli esempi, la bonifica dell’area antistante la nuova stazione ferroviaria di Pioltello, la realizzazione del Parco Centrale a Seggiano, la Riqualificazione della Roggia Calchera a Limito. Per ora questi soldi sono congelati e noi non condividiamo affatto questa scelta. Ovviamente siamo soddisfatti della nomina del Commissario che speriamo dia un’accelerata a questa storia infinita e porti a chiudere il lavoro di bonifica, oggi lasciato a metà. Speriamo che un domani lo Stato mantenga comunque l’impegno preso con noi. Intanto la Regione ci ha garantito di anticipare metà dei 10 milioni che ci spettano: siamo fiduciosi che l’impegno, preso per ora verbalmente, verrà formalizzato. Se ciò non dovesse accadere, il Comune di Pioltello non si sentirà più impegnato dall’accordo di programma che affidava la bonifica a Grossi in cambio del diritto a edificare. Lo abbiamo già annunciato chiaramente alla Regione. A quel punto tutto il progetto di Grossi non si realizzerebbe più”.

Altro clima sembra si respiri dal lato commissario. In un articolo pubblicato sul settimanale “L’Espresso” del 17 giugno, Pelaggi ha commentato con tre parole la questione ex Sisas: “Ce la faremo!”.