Dall’Ucraina alla Martesana: accolti alcuni profughi tra Melzo, Bussero, Segrate e Cernusco

Tra salvataggi e ricongiungimenti, la Martesana apre le porte dell'esodo ucraino

Una mobilitazione generale che forse non si era mai vista prima. Gli aiuti per il popolo ucraino sono sempre più numerosi e concreti: a partire dalle raccolte di beni di prima necessità, molti comuni si stanno occupando anche dell’accoglienza di donne e bambini in fuga dalla guerra. Raccogliamo qui gli aiuti esemplari della Martesana.

Anna Komarnitska ha attivato una rete di aiuti a Melzo per il popolo ucraino

Un’unica certezza: gli aiuti non possono attendere. Per questo motivo Anna Komarnitska, ucraina che vive a Melzo da più di 13 anni ha deciso, con l’aiuto di altre donne della comunità ucraina della città e dopo aver incontrato il Sindaco, di organizzare una raccolta di beni di prima necessità a Melzo. L’atto solidale ha rapidamente coinvolto cittadini di Melzo e non solo: «Domenica 6 marzo il citofono suonava ogni cinque minuti. Abbiamo ricevuto tantissimi beni, raccogliendo in una sola giornata più di quanto potesse stare in un solo pulmino». Raccontando l’iniziativa, Anna ha spiegato che la raccolta si è evoluta rapidamente in qualcosa di importante: «Si sono offerte tre persone, che preferirei definire angeli, di consegnare tutto ciò che era stato donato. Sono partiti in camper lunedì mattina e hanno raggiunto in giornata la Polonia. Tornando hanno portato due ragazze che ho accolto da me, fino a quando una signora del Sud Italia si è offerta di ospitarle». Un’azione che ha coinvolto rapidamente tutti: un signore di Melzo ha messo a disposizione il proprio magazzino, in via Cavour 23 (in cui si possono ancora portare medicinali e beni simili ogni giorno) e Post Service Group si è fatta carico di raccogliere tutti i pacchi per portarli nello stabilimento di Peschiera Borromeo, dove ogni due giorni vengono spediti e consegnati all’associazione umanitaria Plast a Leopoli, dove vengono smistati.

A Bussero accolte due madri con i propri figli

Halyna Bodnar, busserese, ha lanciato un appello sui social: «Abbiamo appena accolto le mie due nipotine e mia cognata fuggite dalla terribile guerra in Ucraina, il mio paese. Assieme a loro sono arrivate anche una giovane mamma con un bimbo. Hanno viaggiato per quattro giorni portando solo uno zainetto a testa. Hanno bisogno di tutto, noi stiamo facendo il possibile ma non basta».

Halyna si sta muovendo per raccogliere vestiti e per le due madri e i bambini, oltre a giochi, cancelleria e materiale scolastico. Chiunque avesse qualcosa che non usa più può consegnare tutto all’edicola/tabacchi di viale Europa, 40 oppure chiamare lo 0295330008.

In particolare servono: scarpe dal 36 al 39 e per il piccolo dal 23 in su; Halyna ha sottolineato anche l’importanza di capi estivi «perché, con tutta probabilità, dovranno rimanere qui a lungo».

A Segrate arriva Veronika

A Segrate arrivano notizie direttamente dal Sindaco Paolo Micheli. È proprio nella città al confine con Milano che due mamme ucraine hanno potuto abbracciare i loro giovani figli e nipoti in fuga dalla guerra. «C’è anche Veronika che ha solo un anno e una voglia matta di correre appena scesa dal furgone dopo 24 ore ininterrotte di viaggio» ha raccontato Micheli, che ha poi spiegato come il convoglio di aiuti umanitari segratesi ha riunito, durante il suo ritorno in Italia, tre famiglie, ora in salvo proprio a Segrate.
«Nel nostro piccolo faremo il possibile per alleviare questa sofferenza e in questi giorni sto sentendo forte l’affetto, la vicinanza e la voglia di fare qualcosa di tutta la nostra comunità-ha concluso Micheli-. Ringrazio ancora di cuore il gruppo di volontari che in soli tre giorni, guidando praticamente senza sosta per 3.700 chilometri attraverso la Slovenia, l’Ungheria e la Romania, hanno compiuto un gesto di solidarietà che rimarrà nella storia della nostra città».

Anche Cernusco mobilitata per mettere i profughi al sicuro

UPG, Rugby Cernusco e l’Associazione I Bambini dell’Est si stanno muovendo in questi giorni per assicurare un posto sicuro ai profughi ucraini. Come avevamo raccontato qua, infatti, alcuni volontari sono partiti per portare in Italia bambini e ragazzi che si trovano negli orfanotrofi ucraini o che hanno parenti qui.

Un impegno senza sosta, quello che sta coinvolgendo tutta la Martesana per garantire un porto sicuro a tutti coloro che stanno scappando dall’Ucraina per inseguire la pace.