Black Bog Band: il giovane gruppo indie rock della Martesana

Il trio di Pessano è nato solo nel 2016, ma ha già quaranta concerti alle spalle

“Carini, umili, ma d’impatto”: è così che si definiscono i Black Bog Band, il giovane gruppo indie rock di Pessano con Bornago.

La band  è formata da tre ragazzi poco sopra i vent’anni: Gabriele Soggia alla chitarra e alla voce, Matteo Colombo al basso, Federico Palaia alla batteria. Un trio che si è venuto a formare nei primi mesi del 2016 e che oggi, a tre anni distanza, vanta già la pubblicazione di un EP e quaranta concerti all’attivo in tutta la Lombardia.

TRE MEMBRI, UN’IDEA DI MUSICA

«L’idea del gruppo è nata da me e Gabri verso la fine del 2014 – ha raccontato Matteo –quando ancora non potevamo contare su nessuno alla batteria. Poi, tramite alcuni amici, all’inizio del 2016 siamo giunti a “FedeP”. All’inizio c’era anche un altro chitarrista, Federico anche lui, che ci ha dovuti lasciare dopo qualche concerto, per seguire altri progetti musicali».

Uno dei fattori che più ha favorito la creazione del gruppo è l’affinità dei gusti musicali. Pur con le dovute differenze, infatti, tutti e tre i membri della band hanno una concezione simile della musica e trovano le proprie radici in generi come il punk rock e il grunge.

«Come tutte le rock band emergenti, abbiamo iniziato facendo cover di alcuni brani dei Nirvana. Adesso, gli artisti a cui più ci ispiriamo sono quelli della scena underground americana degli anni Ottanta, come i Pixies, ma anche band italiane contemporanee, come i Malkovic o i Verdena».

In questi primi tre anni di carriera musicale i Black Bog sono già riusciti a collezionare diverse soddisfazioni, arrivando ad esibirsi su palchi di tutto rispetto, come il Bloom di Mezzago e Andalo rock.

«Non possiamo contare su un tour manager o un’etichetta in grado di supportarci, perciò ci ritroviamo a dover gestire tutto da soli. La difficoltà più grande, per una band emergente come la nostra, è riuscire a trovare occasioni per esibirci».

20060

Gli sforzi musicali dei Black Bog sono sfociati lo scorso 17 novembre nella pubblicazione di 20060, il loro primo EP. Un disco che già dal nome – “20060” è il CAP di Pessano – sottolinea l’influenza del territorio d’origine sulla loro musica.

«Il fatto di vivere in periferia, anziché in città, ci ha spinti a trovare qualcosa da fare. Per fortuna le zone della Martesana e della Brianza offrono abbastanza opportunità alle band emergenti. Ci sono molti circoli ARCI, associazioni e festival: basta avere la pazienza e la voglia di mettersi a cercare. Per questo abbiamo pensato che usare il CAP di Pessano come titolo dell’EP fosse una scelta rappresentativa».

Per realizzare il loro primo disco, però, i Black Bog sono dovuti uscire dalla Martesana e recarsi all’EDAC Studio di Fino Mornasco, vicino a Como, dove si sono affidati alle mani esperte di Andrea Fognini e Davide Lasala, produttore e chitarrista dei Giorgieness.

«La realizzazione del disco è stata un’esperienza formativa – ha raccontato il trio – e il fatto di esserci affidati a un produttore del calibro di Davide Lasala ci ha permesso di capire cosa funzionava nel nostro modo di fare musica e cosa andava invece migliorato. La realizzazione di 20060 è stata senz’altro uno spartiacque nella nostra, pur breve, carriera musicale».

DATE E PROGETTI FUTURI

Raggiunto il traguardo di quaranta concerti in tre anni, adesso i Black Bog si sono presi qualche settimana per rimettere in ordine le idee.

«Dopo gli ultimi mesi in cui abbiamo portato in giro il nostro EP, ci siamo presi una piccola pausa, ma ora siamo pronti a ricominciare. In queste settimane annunceremo sui nostri canali social le prossime date in programma in Martesana e in Brianza».

Sui progetti futuri, invece, i Black Bog sembrano già avere le idee chiare.

«Il nostro obiettivo è riuscire a realizzare un altro EP nel giro di un anno. Abbiamo già alcuni pezzi pronti e altri ancora da sistemare, ma contiamo di riuscire a tornare all’EDAC Studio per registrare un altro disco».