CASSINA
TRAGEDIA IN VIA NAPOLI 47. IL 45ENNE GIULIO CARAFA UCCIDE LA MOGLIE E POI SI TOGLIE LA VITA

Dalle prime ricostruzioni parrebbe essere stato un omicidio suicidio quello che ha coinvolto il quarantacinquenne Giulio Carafa, che dopo aver accoltellato la moglie Maria Teresa Meo, si i tolto la vita nell’appartamento in via Napoli 47 a Cassina de’ Pecchi, dove abitava da qualche anno.

La tragedia si è consumata nel pomeriggio di lunedì 30 maggio, presumibilmente intorno alle ore 16.00, e nulla hanno potuto fare gli operatori del 118 arrivati sul posto appena ricevuto l’allarme. A ritrovare i corpi dei due genitori in un bagno di sangue è stata la figlia quattordicenne dopo essere rientrata a casa da scuola, mentre l’altra figlia più piccola di soli 8 anni non era ancora arrivata: “oggi sul diario c’era un avviso che diceva che sarebbe uscita accompagnata da un altro genitore – raccontano alcune mamme delle sue compagne di classe”.

via napoli 47
Ancora poco chiara la dinamica della tragedia così come il movente, anche se pare che il 45enne originario di Taranto e da poco trasferito a Cassina de’ Pecchi con la moglie, soffrisse da qualche anno di depressione e fosse stato in cura  al CPS di Gorgonzola, dove proprio questa mattina aveva un appuntamento che per alcune ragioni non si è mai tenuto.

Ad aggravare la sua condizione di instabilità psicologica, sembrerebbe anche una situazione di precarietà lavorativa in cui probabilmente insieme ad alcuni suoi colleghi sarebbe stato inserito, a causa degli esuberi che stanno portando la Star di Agrate, luogo di lavoro di Giulio Carafa alla cassa integrazione di 35 lavoratori. “Proprio la scorsa settimana -raccontano i suoi colleghi- aveva dato un segnale di malessere, allontanandosi dopo un diverbio; sapevamo che non stava bene e su invito della moglie siamo andati anche a trovarlo in questa settimana dove era a casa in malattia”.

Al momento sono pochi i dettagli trapelati dalle autorità giunte prontamente sul luogo, impegnate in queste ore nel rilevamento delle prove e nella ricostruzione di quanto accaduto. I Carabinieri di Cassano d’Adda hanno però dichiarato che la quantità di sangue trovata nell’appartamento farebbe pensare ad una morte molto violenta.

Parrebbe infatti che l’accoltellamento sia avvenuto con un coltello da cucina con cui l’uomo dopo diversi fendenti inflitti alla moglie si sia suicidato puntandolo dritto al petto.

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