CERNUSCO
ROSCI FUORI DALLA GIUNTA. L’EX ASSESSORE A TUTTO CAMPO: “NON SONO UNO YES MAN”

Chi si aspettava di trovare un Maurizio Rosci furibondo a seguito del “licenziamento” e del ritiro delle deleghe da parte del Sindaco Eugenio Comincini, dovrà ricredersi.

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Sono rimasto piacevolmente sorpreso –ha dichiarato alla redazione di Fuoridalcomune.it, l’ormai ex assessore ai Lavori Pubblici, Bilancio, Personale ed Organizzazione Maurizio Rosci– dalla enorme quantità di telefonate, messaggi e email di solidarietà e vicinanza di cittadini e colleghi amministratori che a centinaia sono arrivate nella giornata di ieri e stanno continuando ad arrivare, a testimonianza dell’apprezzamento del mio operato e di quanto è stato fatto finora” .

Ma adesso che è stato messo alla porta, con la stessa tranquillità, pare che l’ex assessore non le voglia certo mandare a dire e abbia intenzione di togliersi qualche sassolino dalla scarpa, replicando così alle dichiarazioni che Comincini ieri pomeriggio ha affidato al consueto post sul suo profilo Facebook (QUI IL LINK), dove  ha parlato  di “rapporto di fiducia che sarebbe venuto meno negli ultimi periodi e di rispetto e correttezza che sono stati messi in discussione in favore di logiche individualiste”.

Il principino arrogante di Villa Greppi -così lo definisce Maurizio Roscideve fare pace con se stesso. Con una mano mi incensa dicendo che ho conseguito importanti traguardi per la città, sostenendo addirittura quanto io sia diventato un elemento cardine dell’azione amministrativa, con l’altra mi da il ben servito a 18 mesi dalle elezioni, tanto che mi viene da pensare che la manovra sia strettamente strumentale e a favore di un esclusivo posizionamento politico, non certo suo che da tempo viaggia ai piani alti della città metropolitana, senza per altro portare alcun beneficio concreto alla comunità di Cernusco, ma magari di qualche suo amico a cui crede che io possa aver pestato i piedi. Certo è che se Comincini pensava di avere a che fare con uno yes man o non mi conosce bene o ha davvero frequentato poco in questi anni il palazzo comunale“.

Nel frattempo –continua Rosci– siamo tutti in attesa che il Sindaco ci spieghi pubblicamente con chiarezza e trasparenza le reali e concrete motivazioni di questa decisione e se ne assuma direttamente la responsabilità nei confronti delle centinaia di persone che mi hanno accordato la loro fiducia personale e dei cittadini di Cernusco che  ho avuto l’onore di rappresentare nel corso di 9 anni di intenso e proficuo lavoro “.

La rottura parrebbe essere stata sancita da uno screzio emerso tra l’ex assessore Rosci e l’assessore allo Sport Ermanno Zacchetti durante l’ultima riunione con le società sportive in merito alla gestione e alla programmazione degli impianti cittadini dedicati allo sport, che si è tenuta presso il Centro Sportivo di Via Buonarroti.

Nessuna goccia che ha fatto traboccare il vaso -secondo Maurizio Rosci- anche perché sto ancora aspettando di conoscere quale sia il vaso e di cosa fosse pieno, dato che per quanto mi riguarda stiamo parlando del nulla, come del resto mi hanno confermato le dichiarazioni del Sindaco”.

Se è vero, come sottolinea lo stesso Comincini dal suo profilo Facebook, poi ripreso da una nota ufficiale di Villa Greppi, che non è in pericolo la tenuta della giunta e della coalizione è altrettanto vero che l’amministrazione di Cernusco perde un pezzo molto importante, che per 9 anni ha gestito deleghe pesanti e impegnative come bilancio, personale e lavori pubblici e che hanno portato anche recentemente, il Comune di Cernusco, ad ottenere importanti risultati e riconoscimenti istituzionali come uno dei comuni più virtuosi dell’hinterland milanese (LEGGI QUI) e come del resto proprio la stessa Amministrazione ci ha tenuto a sottolineare.

La partita si  sposta ora sul versante politico, dove oltre alle prime reazioni dei principali esponenti delle forze di maggioranza e di opposizione che vi riporteremo nelle prossime uscite, sarà proprio il Partito Democratico di cui Rosci, Comincini e Zacchetti fanno parte ad avere la responsabilità di gestire uno dei passaggi più difficili e delicati del secondo mandato Comincini.

GIORGIA MAGNI