CERNUSCO
DOPO UNA SETTIMANA DALLA MANIFESTAZIONE, E’ SCATTATA LA FASE OPERATIVA

Lo scorso weekend (qui) marciavano in migliaia per le vie del centro storico, mamme, medici, infermiere, ostetriche,
forze politiche, erano unite per rivendicare l’importanza di salvare il punto nascite dell’ Uboldo.

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In settimana, le adesioni alla mobilitazione, attraverso petizioni, raccolta firme, gruppi Facebook e assemblee,
sono andate crescendo.

Mercoledì sera infatti, la sala della Biblioteca di Cernusco era gremita degli stessi volti visti in manifestazione, stessa folla, ancora più convinzione nel dibattito organizzato da Sinistra Per Cernusco, Pd, Vivere Cernusco e SEL.

Il Sindaco Eugenio Comincini, oltre a ribadire le posizioni già espresse in corteo, ha portato sul tavolo altri dati importanti, stando ai quali, nel 2013 il 52,72% delle donne che hanno partorito all’ Uboldo, provengono dalle città di Cologno, Cernusco e Pioltello, mentre a Melzo il 34,89% delle donne proviene da Melzo, Vignate e Gorgonzola.
Queste percentuali dunque, non farebbero che confermare come il bacino di utenza cernuschese, difficilmente si sposterebbe altrove.

Durante la serata, condotta e moderata da Luca Forlani di Sinistra Per Cernusco, erano presenti rappresentanti della RSU dell’ Azienda Ospedaliera, come Roberta Vergani, medici del reparto come il Dottor Gimmi, l’ex facente funzione di Primario Dottor Luvaro, e il Dottor Caputo, volto storico del reparto e ormai in pensione; oltre a mamme, neo-mamme, infermiere ed ostetriche.

Concretamente, l’assemblea riunita ha valutato l’ipotesi di potersi costituire in un comitato, e nel frattempo le autorità chiederanno alla Regione la sospensione della delibera incriminata, quella che voleva l’accorpamento del reparto di maternità cernuschese a quello dell’ospedale di Melzo.

Un’altra ipotesi che sta assumendo una forma concreta, è quella di organizzare un altro corteo sotto il Palazzo Della Regione per il prossimo 11 novembre, quando ci sarà seduta consiliare.

Nei prossimi giorni vi riporteremo le voci provenienti dalla politica melzese, mentre a Cernusco non paiono sentire ragioni.