IN RICORDO DI ROBIN WILLIAMS
RACCONTACI UN’ALTRA STORIA PROFESSOR KEATING

Quando abbiamo pensato di creare un piccolo spazio per i consigli cinematografici estivi,
non ci saremmo mai immaginati di dover sconvolgere i programmi per ricordare uno dei protagonisti più talentuosi, versatili e amati del cinema e del teatro.

Non è compito di un quotidiano locale commentare l’uscita di scena di Robin Williams, scomparso lo scorso 11 agosto 2014 nella sua casa californiana, e non ci compete neppure scendere in improvvisate critiche cinematografiche che ne ripercorrono la carriera e la vita. Tutto questo è già stato fatto dalla stampa internazionale e italiana e vi basterà cercare in google.

IL NOSTRO RICORDO
A noi, che scriviamo dei “bei film che ci sono piaciuti”, per consigliarveli come intrattenimento estivo così come si fa tra amici, spetta al massimo il dovere di ritornare sui divani morbidi della nostra infanzia, o sulle sedie durissime dei cinema delle parrocchie, dove abbiamo imparato a conoscere ed apprezzare il talento di Robin Williams.

La grande industria del cinema perde un suo importante “dipendente modello”; il mondo del cinema tutto, perde un artista di grande talento; i suoi amici e i suoi familiari, perdono una persona amata fatta di ricordi intimi e privati.

TUTTO QUELLO CHE PERDIAMO NOI OGGI
Noi perdiamo il professore che ognuno avrebbe voluto avere (l’attimo fuggente), il padre che lotta fino all’ultimo per rimediare ai suoi errori e dimostrare il proprio amore verso i suoi figli (Mrs Doubtfire), il medico che tutti vorremmo accanto per affrontare il disagio di malattie neurologiche e degenerative (Risvegli) o per rendere meno ingiusto e drammatico il calvario della malattia dei nostri figli (Patch Adams). Perdiamo lo psichiatra da Oscar (vedi qui) che non ci tratta come intestatari di fatture (Will Hunting), l’amico sempre bambino che ci trasporta di sogno in favola (Hook Capitan Uncino) e se va male ci rimanda alla fantascienza di un pianeta lontano chiamato Ork, del quale abbiamo imparato addirittura il caratteristico saluto (Mork & Mindi – serie Tv).  Perdiamo l’uomo intimamente innamorato, che viaggia in una Divina Commedia contemporanea per salvare l’anima della donna che ama (Al di là dei sogni), e se ne va così il poetico e delicato senzatetto i cui occhi, l’amore e il sorriso lo fanno Re (La leggenda del re pescatore), e ancora il folle vicino di casa (One hour foto) che da concretezza ai nostri incubi.

RACCONTACI ANCORA UNA STORIA ROBIN
Perdiamo il legame concreto con il nostro immaginario fiabesco, con il racconto che tanto ci piaceva.
Perché a tutti noi piacevano di più le favole raccontate con “tante voci” e “tante smorfie” prima di andare a letto, piuttosto che quelle monotòno, con una sola voce e senza enfasi nell’intonazione, che non rendevano giustizia a mille personaggi e mille avventure.

E Robin Williams era questo, le mille voci delle tante storie che ci piaceva sentire, che ci piaceva guardare, che ci piaceva far finta di vivere per poi addormentarci sereni o più completi, con una riflessione in più o un’intuizione cui pensare.  Robin Williams era la nostra storia della buona notte infarcita di cambi di tono, di ritmo, di crescendo incessante di pathos e di successive discese verso lo stemperarsi della tensione che andava a sciogliersi dritta dritta in una gag, in una risata, in un sorriso abbozzato, in un’espressione commossa, o in una lacrima emozionata.

L’ATTIMO IN CUI TUTTO E’ FUGGITO PER SEMPRE
Per questo ora, vedere il Professor Keating uscire dall’aula del severissimo collegio di Welton ringraziando con un sorriso sospeso, stringe ancora di più il fiato, e fa già venire voglia di alzarsi in piedi (guarda qui) sul tavolo della cucina dove mangiamo, o su quello di un tavolino di montagna da dove vi scriviamo ora, o dalle scrivanie degli uffici, tavolini dei bar e tavolacci di pub chiassosi, per sperare che quel gesto di gratitudine, intesa e riconoscenza al “Capitano mio Capitano”, serva a cambiare il finale, almeno stavolta. Perché il professor Keating alla fine, non può raggiungere il suo studente Neil Perry in questo modo …

Ma ora la “Dead Poets Society”, la setta dei poeti estinti, ha un membro in più.