APPROFONDIMENTO
REPORTAGE DI UN VIAGGIO A DOBRUSH, DOVE CHERNOBYL NON E’ STORIA PASSATA

Dal 2000 il Comitato Progetto Chernobyl di Carugate, sostiene iniziative destinate ai bambini e alle famiglie bielorusse della zona di Dobrush, una di quelle che ha risentito maggiormente delle radiazioni conseguenti al disastro della centrale nucleare avvenuto a Chernobyl il 26 aprile 1986. Ancora oggi a 15 km da Dobrush, vi è una zona severamente vietata, alla quale si accede solo con protezioni e tute: “la zona morta”.

Tra il 23 e il 27 aprile scorso, una delegazione del comitato formata dal Presidente Fernando Morlino, dal Vice Tiziano Peraboni e dai consiglieri Cosimo Ninni, Antonio Bellavia ed Abele Sala, si sono recati proprio a Dobrush e nella periferia della città, per raggiungere la Casa Famiglia, l’Istituto per disabili, la scuola e l’asilo che sono al centro del sostegno del comitato. Hanno documentato il loro percorso con una serie di foto che vi proponiamo a corredo di questo approfondimento, e ci hanno raccontato qualcosa in più di una società che sembra far fatica ancora oggi a scollarsi di dosso le conseguenze pesanti del più grosso disastro nucleare della storia, cui si avvicina forse solo quello del 2011 che colpì Fukushima in Giappone.

SOCIETÀ, LAVORO E SALUTE A DOBRUSH
“Dai primi anni del 2000 veniamo qui a Dobrush, e gli unici cambiamenti visibili sono in qualche strada asfaltata in più, qualche infrastruttura ma poco altro -hanno raccontato i consiglieri- Lo Stato non lascia nessuno senza lavoro, piuttosto paga tutti di meno ma garantendo un’occupazione. Purtroppo però l’economia è poverissima, si sostiene su agricoltura, fabbriche di lino e ceramica, ma il guadagno per un operaio equivale a poco meno dei nostri 150 euro al mese“.

Dopo 28 anni dalla tragedia, quasi tutte le famiglie hanno ancora casi di malattie derivanti dalle radiazioni nucleari, con strascichi sino alle generazioni dei più piccoli. La situazione sanitaria non consente cure appropriate per via dell’arretratezza della strumentazione, e del diverso approccio alle analisi: “Non esiste la figura del medico di base in questo paese, non c’è un percorso personale seguito costantemente -proseguono i consiglieri nel loro racconto- Ci si cura in ospedale dove i parametri di lettura delle analisi sono completamente diversi dai nostri. Un valore che per noi è considerato preoccupante perché fuori dai parametri, per loro è ritenuto più che accettabile perché adottano parametri di allerta molto ma molto più alti”. Per questo, giungono a Carugate i bambini che la scuola di Dobrush considera in condizioni di maggior bisogno anche dal punto di vista sanitario. Qui in Italia affrontano analisi mirate cui seguono prescrizioni specifiche che verranno consegnate agli ospedali bielorussi per iniziare la cura. Durante il soggiorno italiano inoltre, sono previsti soggiorni climatici salutari al mare e in montagna proprio per l’ossigenazione e la qualità dell’aria.

IL VIAGGIO DI APRILE
Durante il viaggio del mese scorso, il Comitato ha fatto visita alle famiglie dei bambini ospitati a Carugate negli anni passati, ragazzini che ormai sono cresciuti e hanno mantenuto un legame molto saldo con le famiglie italiane. Ma i momenti più intensi della settimana bielorussa, sono stati quelli in cui i consiglieri si sono recati alla Casa Famiglia, riconosciuta a livello internazionale, all’Istituto dei bimbi disabili, alla scuola e all’asilo per la consegna dei materiali raccolti. “Abbiamo consegnato parecchie paia di calze calde ai piccoli della Casa Famiglia -ha raccontato Abele Sala- era incredibile la loro gioia nel vederle, il modo in cui le piegavano con cura e andavano a metterle in odine sul loro letto come qualcosa di estremamente prezioso”.

Alla struttura, istituzione della città che accoglie i bambini allontanati dalle loro famiglie, sono andati anche vestiti e materiale di cancelleria raccolto dagli alunni delle scuole elementari carugatesi, oltre ad alcuni giochi. Penne e materiale scolastico sono stati destinati ovviamente anche alla scuola elementare del paese, che per l’occasione ha preparato una festa di accoglienza per i membri del comitato. Un piccolo stereo, tappetini per bambini, un gazebo per il gioco all’esterno e degli asciugamani elettrici, sono stati consegnati all’asilo, mentre delle carrozzine e dei seggioloni sono stati portati all’Istituto per i bambini disabili. “Questa società non potrebbe andare avanti con fiducia facendo leva solo sulle proprie gambe -hanno raccontato i consiglieri- le strutture e le risorse sono pochissime, le cure approssimative, gli stipendi miseri. Senza il sostegno delle organizzazioni sarebbe impossibile per loro proseguire un cammino autonomamente”.  

IL SOSTEGNO DEL COMITATO PROGETTO CHERNOBYL
Insieme al gruppo di attivisti carugatesi, erano presenti anche i rappresentanti dei due sponsor che sostengono i progetti bielorussi dell’organizzazione. Ivo Costa, presidente di ArcoIris, Sergio Vaccaro e Saul Pertica di Delifrance, si sono aggregati al viaggio per sperimentare di persona e verde con i loro occhi, quanto importante sia finanziare questo tipo di percorsi. Comitato Progetto Chernobyl mantiene una borsa di studio di 500 euro destinati ai ragazzi di Dobrush, che possono così proseguire glia turi e garantire un futuro diverso a loro stessi e alle generazioni future della loro società. Inoltre la realtà carugatese segue sempre da vicino i bisogni delle strutture che abbiamo elencato in precedenza e che vedrete nelle foto.

Per queste attività, per i feedback e i risultati giunti dai progetti sostenuti, il Comitato di Carugate è stato messo al secondo posto nell’elenco delle realtà simili che operano in Lombardia. 

LA PROSSIMA ACCOGLIENZA
Durante il viaggio, il Comitato ha conosciuto anche i 16 bambini che trascorreranno un mese a Carugate, dal 2 giugno al 2 luglio. In quel mese sono previste numerose attività ricreative, gite, soggiorni climatici salutari e una grande grigliata di saluto prima della partenza.