LIBERI DI SCRIVERE
CONOSCIAMO L’AUTRICE DEL VOSTRO RACCONTO PREFERITO

Anestesia“, il racconto che avete votato voi lettori come migliore tra i 21 prescelti dalla Giuria, ha un nome e un volto:
Rossella Zanini, insegnante figlia di insegnanti, dalla commozione facile davanti alle opere d’arte, con una passione per il gelato alla cannella e marron glacé più panna montata, e con le Fresie e il Caprifolgio come fiori preferiti.

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La giovanile cinquantaseienne di Gussago, piena Franciacorta, zona bresciana immersa nei vigneti, ci ha raccontato qualcosa in più sulla sua vita, la sua passione per le lettere,  e il suo racconto presentato a “Liberi di Scrivere“.

UN’EDUCAZIONE ARTISTICA
In realtà tutta la vita di Rossella è stata permeata di arte e cultura, sin da quando sua madre dipingeva con lei sassi e bottiglie, o suo padre, insegnante di arte, sfogliava con lei libri di pittori come Botticelli e Caravaggio, momenti di cui conserva ancora splendidi e intensi ricordi: “Con loro si andava in vacanza al mare e a visitare città d’arte, gallerie, Uffizi,  chiese… Ed è così che anche oggi, ogni volta che vado ad una mostra, per me è quasi come essere in un sogno, tornare all’infanzia o proiettarmi in un’altra dimensione, e ogni volta che leggo in libro, ci trovo associazioni con questo o quel pittore“. Ora Rossella insegna Lingua e Letteratura Francese all’istituto Superiore Lunardi, è quasi bilingue, e da tempo ormai lascia correre i suoi pensieri e le sue sensazioni sulla carta.

L’INCONTRO CON LA LETTERATURA
L’arte dunque si è legata alla vita di Rossella, che comunque ha sempre avuto una certa predilezione per la letteratura: “Sin da bambina inventavo testi per gli spettacoli di burattini che proponevo alle compagne di giochi che mi sopportavano di buon grado, e poi scrivevo poesiole e un diario segreto, come credo tanti altri a quell’età“. Ma il primo vero amore letterario è arrivato impacchettato con un regalo di una sua vecchia docente di letteratura, che le regalò un volumetto di 19 poesie di Garcia Lorca: “S’intitolava Cinque lire di stelle , e sulla prima pagina, proprio la mia docente preferita aveva scritto: “Anche solo cinque… soldi di poesia bastano per vivere felici”… Voilà,  l’amore associato alla lettura. Fu questa la magica alchimia che mi portò poco dopo alla scoperta di Neruda, Pasternàk, Majakovskij e soprattutto di  Décartes, perché a quell’età, cercavo soprattutto un metodo di vita, non solo di analisi testuale. Ed è così anche ora: quando leggo io sono felice, mi sento arricchita e talvolta anche ignorante. C’è  sempre da imparare nella vita.“. Questo episodio, unito alla sua educazione letteraria, ha portato una forte consapevolezza in Rossella: “A me, insegnante figlia di insegnanti, ha fatto capire l’importanza del nostro ruolo nella società, e la nostra certa o possibile influenza sulla delicata vita dei ragazzi“.

GRUPPI DI LETTURA E SCRITTURA CREATIVA 
Alla biblioteca di Paderno Franciacorta, un paesino vicino a casa sua, Rossella coordina da due anni un gruppo di Lettura: “Spero che anche altri trovino lo stesso piacere, gli stessi stimoli e i tanti mondi da esplorare e con cui confrontarsi. A febbraio condivideremo la lettura de L’urlo e il furore di Faulkner, da conoscere anche solo per la levatura dell’autore, che meritò il Nobel nel 1949. Ma qui devo ringraziare chi lavora e collabora con me, amici con cui condivido la stessa passione“.
E’ grazie invece ad un corso di scrittura creativa che Rossella ha iniziato a scrivere: “Dalla lettura alla scrittura il passo è breve, anche se mi sono messa in gioco solo da qualche anno. Mi sono detta: stimo chi scrive buone storie e forse posso farlo anch’io; se ho qualche messaggio da lanciare, la scrittura è un mezzo duttile e potente; Così mi sono ritrovata intorno a un tavolo con altre persone che come me avevano voglia di provarci, e alla fine del corso è nata una raccolta di racconti e poesie, Pretesti sensibili  pubblicata da Besa.”
Ora l’insegnante bresciana organizza anche per i suoi studenti delle superiori, corsi di scrittura creativa: “Anche perché scrivere utilizzando il sistema linguistico in modo corretto è un’abilità trasversale a tutte le discipline, quindi utile e piacevole non solo in sé, ma anche per la comunicazione in senso più lato. La scrittura creativa poi aggiunge l’elemento importante dell’invenzione

I PRIMI CONCORSI
Liberi di Scrivere non era la prima esperienza per Rossella, che in precedenza aveva spedito alcuni testi ad altri concorsi nazionali, portando a casa un primo premio al concorso Il settimo giorno, sul tema del lavoro in epoca postmoderna, con il racconto Il dono.  Qualche anno prima inoltre, era arrivato un altro primo premio al Carmagnola d’oro, con la poesia Parole (per noi), e un terzo e settimo premio ad altri due concorsi nazionali con il racconto Dissonanza.

ANESTESIA, LE TEMATICHE FEMMINILI E LA SPERANZA
Un’interruzione di gravidanza, una crisi di coppia sorta da un problema di fertilità, una lavoratrice precaria, una madre disperata che abbandona il figlio dopo averlo partorito, e una donna più violate abusata in un paese in guerra. Queste sono alcune delle tematiche che Rossella ha affrontato nei suoi racconti. Tutte situazioni profondamente femminili: “Mi sono accorta che emergono spesso, quasi sempre. Credo che ciò sia dovuto alla mia formazione politico-esistenziale, ma anche al mio vissuto personale: la generazione a cui appartengo è quella post-sessantottina, dove la liberazione femminile, se non vogliamo chiamarla femminista per non essere antistoriche, era un tema scottante, e credo di averlo vissuto profondamente”.
Anestesia parla appunto di di una donna rinchiusa, torturata, imbottita di sedativi e più volte violata in un paese in guerra : “L’ho scritto in poco più di una notte. Mi rendo conto della sua durezza, ma ciò che è veramente crudele non è il racconto in sé, quanto la realtà che rappresenta. Ma come diceva Kafka, abbiamo bisogno di libri che agiscano su di noi come una disgrazia“.
Nel racconto premiato con il voto della giuria popolare però, il finale lascia grande spazio alla speranza, e l’autrice ci spiega perché: “Perché nonostante la prigionia, le torture e le violenze subite e iterate, la protagonista ha una forza enorme trova la forza di immaginare e di sognare, e si salva grazie alla scrittura, alla denuncia e al fatto che lei stessa si sa trasformare in mezzo per non soffrire, anestesia appunto, con la sua voce salvifica. La protagonista conclude il racconto dicendo che se qualcuno leggerà, finalmente, prima o poi lei sarà libera. E poiché il racconto è stato letto da molte persone, è evidente che sia stata salvata“.
Ecco dunque da dove arriva Anestesia, da quale lungo percorso d’amore ed educazione all’arte di una donna che ama i classici della letteratura così come il suo divano arancione, la sua strana collezione di statuette di gatti di ogni forma e dimensione, e la sua vera gatta. Ma soprattutto sua figlia, con la quale parla in francese, e che tempo fa le ha scritto una dedica su un regalo, che lei tiene in cucina:

“ La forza delle donne deriva da qualcosa che la psicologia non può spiegare” – Oscar Wilde