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MARTESANA
I RAGAZZI DEI CAG IN CARCERE PER “PRENDERE A CALCI” PREGIUDIZI E STEREOTIPI

feb 14 • Cronaca, GIOVANI, HomeNessun commento

Sono circa dieci anni che i giovani della Martesana hanno la possibilità, ad un certo punto della loro crescita, di impattare con un’esperienza che segna un discrimine tra il prima e il dopo, un confine tra un pregiudizio e la conoscenza, una linea di demarcazione tra ragionare per immaginario collettivo e riflettere per esperienza diretta. L’esperienza in questione è l’ormai tradizionale partita di calcio tra le mura della Casa Circondariale di Monza, evento che il consorzio di cooperative Ex.it sostiene da un duplice punto di vista: quello della direttrice che si muove sull’asse della prevenzione e del lavoro costante con i giovani sul territorio, e quello che lavora nell’ambito dell’integrazione e del reinserimento sociale.

Ecco da dove è nata la splendida mattinata di ieri 13 febbraio, che ha visto una quindicina di ragazzi dei centri di aggregazione giovanile di Carugate (Epicentro), Cassina (Nautilus) e Cernusco (Labirinto), scendere in campo contro, ma in realtà affianco, ai ragazzi di Alba, la squadra della struttura carceraria che milita nel campionato provinciale del C.S.I. Milano. Con loro l’ Onorevole Simona Malpezzi (PD), madrina della manifestazione in quanto “Unica parlamentare in Italia ad aver portato in parlamento la realtà dei CAG“, come spiegato da Nico Acampora, coordinatore di Spazio Giovani Martesana, e per l’occasione arbitro delle due partite. In panchina con i giovani, sono andati i loro educatori, e a bordo campo le autorità delle tre rispettive città: i sindaci Mandelli (Cassina) e Comincini (Cernusco) e l’assessore alle Politiche Giovanili Bocale (Carugate).

“L’importanza di questa giornata sta tutta nella funzione di prevenzione che svolge sulle giovani generazioni attraverso la conoscenza diretta della realtà -ha spiegato l’ Onorevole Simona Malpezzi- Una realtà, quella delle carceri, che deve essere inquadrata per il suo ruolo di reinserimento sociale, così come devono essere lette in quest’ottica, tutte quelle leggi che abbiamo pensato non certo per svuotare le carceri indiscriminatamente, ma per agevolare il recupero delle persone che hanno commesso un errore”.

Prevenzione è anche la parola chiave più volte riportata sul tavolo dalla Direttrice della Casa Circondariale di Monza, la Dottoressa Maria Pitaniello, che prima della partita ha incontrato autorità ed operatori sociali in un lungo colloquio dal quale sono emerse idee di collaborazione ma anche lucide richieste verso i comuni e le cooperative: “Noi qui possiamo svolgere una parte del lavoro, seguire i detenuti cercando di indirizzarli verso percorsi di reintegro nelle comunità, ma il grosso del lavoro dovete aiutarci voi a farlo, nei vostri comuni, con i vostri servizi sociali, con le famiglie delle persone che si trovano attualmente in carcere, con i loro figli -ha spiegato la Direttrice- Spesso per una persona detenuta esiste un intero nucleo famigliare sul quale lavorare all’esterno, e giovanissimi sui quali insistere con la prevenzione, cosa che serve a tutti nessuno escluso. C’è bisogno di sinergie tra le nostre forze e quelle che voi potete mettere in campo”.

La Martesana in questo senso è molto attenta alle giovani generazioni e da tempo con loro svolge un lavoro che, come ricordato anche dal Sindaco Eugenio Comincini, è prezioso sul territorio milanese: “Quello che si fa nel Nord Est con i ragazzi e i CAG è merce rara -ha spiegato- e anche in questo caso si rinnova un appuntamento che è segno concreto dell’attenzione verso i ragazzi, sia quelli che frequentano i nostri spazi di aggregazione, sia quelli che hanno commesso un errore e oggi si trovano in carcere. La valenza di questa mattinata ha proprio questo duplice valore e questa doppia direzione”. 

Ma i ragazzi ? Come hanno vissuto questa doppia partita di calcio, in contemporanea sul campo e dentro di loro ?
Sul campo, sono apparsi inizialmente un po’ contratti, per poi lasciare che il clima si stemperasse e lasciasse spazio al gioco, mentre dentro iniziavano a montare riflessioni importanti “che non avrebbero mai fatto senza questa esperienza” ha spiegato Acampora, che ha poi aggiunto: “Prima di questa mattina, molti di loro avevano una visione del carcere e dei detenuti molto stereotipata, viziata anche da qualche pregiudizio. Lo scopo era esattamente quello di stimolare un passo in avanti nel ragionamento attraverso l’esperienza diretta, e contatto con ragazzi che stanno scontando una pensa come conseguenza di errori commessi”. 

“Penso che tutti siamo riusciti a stare bene durante l’iniziativa, al di là del risultato finale e del colore delle nostre maglie -ha raccontato Simone Pretorio, un ragazzo che abitualmente frequenta i centri di aggregazione giovanile- Ho avuto la possibilità di capire dall’interno una realtà che davvero non conoscevo, e onestamente mi ha colpito molto vedere nell’altra squadra così tanti ragazzi italiani“. Ecco una prima schiarita di idee dunque, alla quale probabilmente ne seguiranno altre in un percorso che non si è concluso certo con il triplice fischio che ha chiuso i due match. Proprio sulla continuità del progetto punta i fari il Sindaco di Cassina Massimo Mandelli“E’ importante essere qui oggi per comprendere come nessuno di noi sia immune dal commettere sbaglima è ancora più importante tutto il lavoro che i nostri ragazzi vanno a svolgere prima e dopo questo incontro, con un’analisi  e una riflessione sulle carceri che sarà per loro, e per il futuro, di grande aiuto”.

Altra sfumatura è quella data dall’ assessore alle Politiche Giovanili di Carugate Michele Bocale, che ringrazia i suoi ragazzi per “Essersi messi in gioco accettando di far parte di un’esperienza forte come questa, che spero li abbia aiutati a comprendere come il carcere sia una realtà dura per tutti, e come l’organizzazione di un momento di sport come questo, sia segno tangibile di attenzione che arriva dall’esterno. Ci sono criminali che, onestamente, a fatica vorrei rivedere sulle nostre strade, ma, sono convinto che pagare le proprie colpe e poi poter ricominciare debba essere un diritto di tutti”. 

Il macro contenitore che ha accolto questo indiscutibile momento di crescita per tutti i presenti, è stato il calcio, e mentre a referto sono andate due vittorie per la squadra di Alba, sul prato sono rotolati via pregiudizi e retorica, unico risultato concreto da appuntarsi sul taccuino.

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