Scomparso Ugo Genchi, attivista e storico bibliotecario a Carugate. Il dolore della comunità

A 68 anni se n'è andato un punto fermo di Carugate, amato da tutti per la sua attenzione al prossimo e l'instancabile dedizione al territorio

Lo conoscevano tutti, a Carugate. Avevano imparato a temerlo da giovani, tra gli scaffali della biblioteca, quando al minimo rumore lui intimava di fare silenzio con il suo indimenticabile “sht”. Avevano poi scoperto, crescendo, di volergli bene, grazie alla sua continua attenzione alle persone in difficoltà, ai più deboli, agli emarginati – sempre con concretezza, senza falsità. Ne avevano ammirato la tenacia nell’attivismo, la capacità di battersi senza mai perdere la cordialità che per tanti anni lo ha contraddistinto.

Ugo Genchi era un punto fermo a Carugate, il simbolo di un’identità popolare che non sfuma, non si perde in faziosità, non retrocede d’un passo – e infatti di risultati ne ha ottenuti, uno tra tanti il salvataggio della torre dell’acquedotto cittadina, raggiunto grazie al costante impegno tra ricerche, proposte e idee. Contro l’ampliamento del Carosello ha lottato dagli albori della battaglia per proteggere il verde cittadino, e da attribuire a lui è anche l’idea di Emergency Carugate, gruppo del quale è stato coordinatore a partire dalla sua nascita, nel 2006.
Nato il 25 aprile – quale data sarebbe potuta essere più significativa? – del 1951, storico bibliotecario di Carugate, ne ha gestito il patrimonio letterario e culturale da quando era ancora giovanissimo e per oltre 30 anni, e non aveva smesso neanche ora, dopo la meritata pensione: era commissario della commissione Biblioteca, membro del consiglio di gestione del sistema bibliotecario e il mercoledì mattina aiutava i ragazzi disabili a riordinare i libri sugli scaffali, tramandando da volontario un mestiere che per lui era stato una vera missione.

Una persona corretta, cortese, sempre pronta a tendere una mano a chi sembrava potesse averne bisogno, attento al prossimo e grande amante del territorio in cui era vissuto, sempre in prima linea con i fatti, lasciando alle parole solo l’esiguo spazio necessario a coinvolgere altri nelle sue attività. Un’indole votata al prossimo probabilmente sviluppatasi in seguito ai problemi di salute avuti già da giovane, che lo ha reso un personaggio amatissimo in paese, un riferimento per generazioni, fermato continuamente per le strade anche solo per un saluto.

Corrado Alberti, suo sostituto alla guida della Biblioteca, lo ricorda con grande affetto e forte commozione: «Ugo era una persona unica. È stato il mio capo per cinque anni prima della pensione, e quel che ricorderò sempre di lui è la sua umanità sul lavoro e fuori: pensava sempre agli altri prima che a se stesso, era generoso, sensibile, disponibile, una persona a cui era impossibile non volere bene. Mi ritengo fortunato per averlo incontrato, sia professionalmente che umanamente. A nome di tutti i colleghi bibliotecari che lo hanno conosciuto e che gli hanno voluto bene, posso dire che era una persona d’oro».

A portarlo via da Carugate e dai suoi cari è stata la malattia, che lo aveva costretto in ospedale già prima di Natale. Nessuno, però, si aspettava la notizia della sua prematura scomparsa, che oggi, 10 gennaio, ha colpito tutti con la forza brutale dell’inaspettato.
La città si stringe nel ricordo di Ugo, di cui sentirà sicuramente la mancanza.