Galbani, Melzo apre al pubblico l’archivio storico dell’azienda

Circa 5mila le immagini, 200 i filmati d'epoca, diversi i cartelloni, le etichette e i depliant che raccontano la storia di una grande azienda

È stato siglato l’accordo tra il Comune di Melzo e la multinazionale francese Lactalis, proprietaria del marchio Galbani, per la cessione in gestione dell’archivio storico di una delle realtà lattiero-casearie più apprezzate, che verrà esposto all’interno della biblioteca Vittorio Sereni.

GALBANI, LA STORIA DI UNA GRANDE AZIENDA

Galbani ha origine nel 1882 dal caseificio di Davide ed Egidio Galbani, situato a Ballabio all’imbocco della Valsassina e successivamente trasferito a Maggianico. Nel 1896 Egidio Galbani si trasferì presso una cascina di Melzo, per lavorarvi come lattaio, infatti la zona era propizia per l’industria casearia grazie all’abbondanza di acque a disposizione per coltivare i foraggi. Dopo pochi anni realizzò un nuovo laboratorio e nel 1900 fu costruito un vero e proprio stabilimento là dove l’azienda avrebbe avuto il principale polo produttivo per i decenni a venire. Il primo grande successo risale al 1906 con il lancio del formaggio Bel Paese. Agli anni Venti risale l’acquisizione degli stabilimenti di Certosa di Pavia, da cui presero il nome le crescenze Certosa e Certosino. Il successo della Galbani è dovuto anche all’efficiente flotta di camioncini e alla rete di depositi in grado di rifornire i numerosi punti vendita in cui è ancora frammentato il mercato dei latticini. Nel 1989 fu acquisita da IFIL e BSN-DANONE, che nel corso degli anni rilevò progressivamente l’intera azienda. Nel 2020  Danone vendette al fondo di Bc Partners, che nel 2006 lo cedette alla francese Lactalis, proprietaria di storiche aziende italiane come Invernizzi, Cademartori e Locatelli.

L’ARCHIVIO STORICO DI UN GLORIOSO PASSATO ITALIANO

Sono circa 5000 le immagini, 200 i filmati d’epoca, tanti i cartelloni pubblicitari, i dépliant, le etichette dei prodotti, la corrispondenza aziendale, i gadget, i documenti, raccolti dal 1882 al 1998 che sono custoditi nella sede aziendale di via Togliatti a Melzo.

LA GESTIONE IN DEPOSITO

La convenzione stipulata tra l’Amministrazione comunale e il colosso francese ha stabilito che il Comune ha acquisito l’intero archivio in “gestione deposito” dal 2020 al 2031.

Il processo di catalogazione e archiviazione partirà con l’anno in corso e avrà differenti fasi come l’inventario del materiale, l’esame e la sua classificazione, il trasferimento a lotti nella sezione archivistica della Biblioteca Civica Vittorio Sereni di Melzo e la digitalizzazione.

L’ANTEPRIMA ALLA FIERA DELLE PALME

«Era da un po’ di tempo che stavamo interloquendo con Lactalis, e siamo orgogliosi di avere raggiunto questo obiettivo che ci permetterà, con la modalità di “gestione deposito”, di mettere a disposizione tutta la documentazione della storica azienda melzese alla comunità – ha affermato l’assessore alla Cultura Morena Arfani -. Ora abbiamo iniziato l’opera di inventariazione più puntuale e precisa, eseguita da esperti del settore, e ci auguriamo, in breve tempo, di rendere l’archivio fruibile a tutta la cittadinanza, e non solo, ma anche di dare la possibilità di consultazione per motivi di studio, passione e lavoroL’Amministrazione comunale – ha continuato – si adopererà per organizzare iniziative come mostre, fiere ed eventi affinché tutti possano conoscere la storia imprenditoriale della Galbani, che ha fatto grande la nostra città e il nostro paese. Altresì auspichiamo di poterne mostrare un’anteprima in occasione della Fiera delle Palme di Melzo, momento comunitario importante e che riesce, ogni anno, ad attrarre un vasto pubblico e tantissimi visitatori».

 

Augusta Brambilla