Maria Fiscina, regista del thriller ambientato tra Cernusco e Cassano

Giovane e motivata, Maria ci ha raccontato la sua passione per il grande schermo

Basta un colpo d’occhio alla lunga chioma scura e agli occhi che brillano per comprendere la passione per il cinema di Maria Fiscina, argentina, classe 1987, regista di Non guardarmi, un thriller psicologico ambientato nella pianura lombarda ancora in fase di produzione, che uscirà nelle sale nella primavera del 2020.

MARIA FISCINA E LA PASSIONE PER IL CINEMA

«Ho sempre coltivato la passione della danza, del canto e della recitazione fino a quando, studente liceale, l’attore Dario Loris Fabiani si è accorto che il mio essere attrice andava oltre l’interpretazione del personaggio perché le mie osservazioni alla scena e al rendimento dei compagni avevano il tono di un regista. Ho deciso così intraprendere questo percorso e mi sono diplomata come regista di teatro e cinema all’Accademia dello spettacolo di Milano, ho frequentato la Scuola Mohole e l’Accademia Elf per approfondire il metodo Stanislavskij, secondo cui l’attore deve essere e non recitare, deve provare realmente i sentimenti di cui ha bisogno il personaggio per avere un’anima. Ringrazio tutt’ora il maestro Raul Manso per avermi aperto un mondo».

IL CINEMA

L’approccio al mondo cinematografico è avvenuto con la presentazione di due cortometraggi che sono risultati vincitori al concorso Gold Elephant World di Catania. La regia di Non Guardarmi è stata la realizzazione di un sogno: «Ciò che ha di magico il cinema è la fase di pre e post produzione, dove differenti talenti si uniscono per dare vita a un’opera comune, in cui tutti collaborano e concorrano in maniera sinergica alla sua realizzazione come in una grande famiglia».

IL FILM NON GUARDARMI

Il thriller psicologico è stato girato tra Milano e Bergamo, nel manicomio di Mombello, all’Istituto scolastico Tommaso Campanella di Cernusco sul Naviglio, a Cassano d’Adda e nel bosco della rotonda di San Tomè. «Il titolo si rifà a una citazione che c’è all’interno della storia e che ha senso, anche a livello pubblicitario, perché andare a vedere qualcosa di “proibito” incuriosisce sempre. La presentazione avverrà in primavera e il film diventerà anche un libro con lo storyboard delle riprese e foto set, con l’intento di permettere allo spettatore di capire e vedere come si passa dall’idea alla sua realizzazione».

La trama è semplice: un gruppo di amici milanesi decide di girare un documentario sulle leggende riguardanti gli edifici più misteriosi e degradati del territorio lombardo. I ragazzi, entusiasti, si recano nell’ex manicomio di Mombello dove ritrovano testimonianze inquietanti che renderanno vere tutte le storie credute fino ad allora invenzioni. La misteriosa scomparsa di Grace e Camilla porterà all’approfondimento di una leggenda francese che attiene alla figura di Marylù, una potente strega che un tempo è stata paziente dello stesso manicomio e di cui è stata nascosta l’identità per secoli.
«Gli attori del film sono 6 ragazzi dai 18 ai 27 anni, attori di cinema e teatro con esperienza: il protagonista Simone Grande è Simone, Aurora Mangano è Martina, Grazia Cazzulani è Grace, Giulia Da Col Stortini è Desy, Nicole Del Prete è Camilla e Gianluca Ciancio è il professor Pastori. La nostra mission principale è stata quella di lavorare in contesti ambientali nel pieno rispetto della natura, promuovendo prodotti locali tipici».

I PROGETTI FUTURI

I consigli per chi sogna una carriera in questo mondo partono dal tenere bene a mente «da dove si viene, perché la fama non è l’obiettivo. L’umiltà di fare ciò che si ama con passione, dedizione e rispetto sono a capo dell’essere un vero artista. La salita richiede fatica e spesso non regala panorami spettacolari, però insegna sempre qualcosa di utile. A cadere ci vuole poco, quindi mai rovinare il territorio che si calpesta. Per il futuro non faccio piani, vivo molto quello che mi offre il mondo e ciò che mi viene incontro. Un solo sogno, che il mio compagno finalmente mi sposi!». 

 

 

 

Augusta Brambilla