Piccoli pianisti crescono: la storia di Patrizia Di Lella

A soli 9 anni ha già vinto un premio importante e sogna l'orchestra

Non è l’età a fare un musicista, e lo sa bene Patrizia Di Lella, di Gessate, che a soli 9 anni è già una pianista promettente con un primo posto al 13° Concorso Nazionale per Giovani Musicisti 2019.

UNA PASSIONE DI FAMIGLIA

«La musica è da sempre presente a casa nostra, essendo i miei genitori musicisti: mamma Kaori, di origini giapponesi, è una cantante lirica e papà Pietro è un batterista, e sono stati proprio loro a indirizzarmi a questa arte. Ho iniziato gli studi all’età di 4 anni con una semplice tastiera, solo con mia madre a casa, e a 5 anni ho iniziato il corso di pianoforte» ci ha raccontato Patrizia, una delle allieve dell’associazione Harmonia – Scuola di musica Tinina Amadei di Gessate. La sua insegnante è stata, sin da subito, la pianista Elena Romanitcheva.

LA PICCOLA PATRIZIA

La giovane pianista frequenta la classe quarta A della scuola primaria Armando Diaz, ama la storia e l’educazione fisica e ha frequentato per cinque anni un corso di balletto classico, che quest’anno ha lasciato per dedicarsi maggiormente alla musica, la sua più grande passione.

Patrizia e la sua insegnante Elena

«Per me la musica è una forma d’arte che permette di esprimere tante emozioni senza dire nulla e, grazie allo studio del pianoforte, di poter comunicare con tutte le persone del mondo – ha sottolineato Patrizia -. Sono molto curiosa di sapere quello che un compositore aveva in mente quando ha scritto uno spartito e, per conoscere più da vicino alcuni grandi musicisti, sono andata con la mia famiglia a Varsavia per visitare il museo e la casa di Chopin. La prossima visita sarà sicuramente in Germania per visitare il paese natale di Bach, che è il mio compositore preferito».

L’IMPEGNO MUSICALE

Patrizia ha già partecipato a un concorso nazionale: «A maggio vi ho partecipato per la seconda volta e, siccome l’anno scorso mi sono classificata al secondo posto, sinceramente non mi aspettavo di vincere ma solo di migliorare l’esperienza precedente. Ho eseguito cinque brani che mi sono stati proposti dalla mia maestra Elena e devo dire che, nonostante l’emozione, mi sono goduta il momento della prova e alla fine la giuria ha apprezzato la mia esibizione. Continuerò a camminare su questa strada».

Come solista si è poi esibita in alcuni concerti, organizzati da Harmonia: «Ho avuto modo di provare un’emozione incredibile all’idea di suonare davanti a un pubblico. Dopo le prime note, la musica mi ha trasportata e avrei tanto voluto che non finisse mai la magia di quel momento indimenticabile e spero di poter vivere ancora delle occasioni così belle».

Tanti i progetti futuri, che ci ha raccontato: «Sto preparando una suonata di Beethoven, in duo con una violinista romana, che mi permetterà di partecipare, nel 2020, a un concorso a Roma. Sto ampliando il mio repertorio per i prossimi saggi della scuola di musica e per eventuali altri concorsi. Un giorno spero di poter suonare con una orchestra e di portare la mia musica magari anche in Giappone, paese della mia mamma».

Una piccola musicista che vuole assolutamente parlare di chi l’ha accompagnata fin qui, ringraziando «la mia famiglia che mi ha trasmesso questa passione e a Elena Romanitcheva per i suoi insegnamenti che mi consentono, ogni giorno di più, di entrare in questo mondo meraviglioso e magari, da grande, vedere realizzato il mio sogno: diventare una pianista come lei».

 

Augusta Brambilla