Emozione Biraghi: il carugatese esordisce a San Siro con l’assist della vittoria

Il giovane è tornato a vestire la maglia nerazzurra e ha subito dimostrato quanto vale

Una grande soddisfazione quella di settimana scorsa, quando Cristiano Biraghi è tornato a San Siro con la maglia della sua squadra del cuore, e per lei ha esordito con un assist per il gol della vittoria. Tanta adrenalina per lui, che sul suo profilo Instagram ha commentato «Un’emozione fortissima. Dall’inizio alla fine. Dal salire la scaletta vedendo San Siro pieno all’esultanza finale. Dall’assist alla vittoria. Tutto troppo bello». 

CRISTIANO BIRAGHI, DA CARUGATE A SAN SIRO

Classe ’92, Cristiano è nato a Cernusco e cresciuto a Carugate, dove ha iniziato a tirare i primi calci al pallone. Ha frequentato l’Itsos di Cernusco per tre anni per poi spostarsi in un istituto milanese dove poter portare avanti – parallelamente agli studi – anche la carriera calcistica.
Dopo il Carugate è stata la volta dell’esperienza all’Atalanta e della prima all’Inter – che, come ha raccontato in passato, ha sempre portato nel cuore – e poi Juve Stabia, Cittadella, Catania, Chievo, Granada, Pescara e Fiorentina. Un grande “giro d’Italia” – e non solo – che lo ha riportato esattamente dove sognava di stare, in campo con i nerazzurri. Una storia di duro lavoro, impegno costante e anche di momenti difficili, come la scomparsa dell’amico e capitano Davide Astori, ma costellata di grandi vittorie e soddisfazioni lavorative e personali, come la nascita della piccola Victoria e il matrimonio con la sua Sara.

L’ESORDIO DI BIRAGHI AL MEAZZA

Per lui, oggi numero 34, rivestire la maglia nerazzurra è il «coronamento di un sogno», come ci aveva raccontato tempo fa in un’intervista. Sul campo per 90 minuti, non ha voluto passare inosservato, e ha lasciato il segno fornendo l’assist dalla fascia sinistra al gol della vittoria al 23esimo.
Se la gavetta lo aveva portato geograficamente lontano da Carugate, l’impegno oggi lo ha ricondotto dove merita di stare, come ha dichiarato a Calciomercato.it subito dopo la partita: «Mi sento a casa mia, adesso però devo continuare a crescere e mettermi al servizio della squadra».

IL RAPPORTO CON CARUGATE

Un legame forte quello di Cristiano con le strade in cui è cresciuto: nonostante i suoi successi sportivi lo portino in giro per lo stivale, infatti, non ha perso i contatti con gli amici d’infanzia, con i quali tra una partita e l’altra si trova ancora per cenare e trascorrere del tempo lontano dai riflettori. Ha desiderato che sua figlia fosse battezzata proprio a Carugate e così sarà anche per la prossima – il fiocco rosa è previsto per dicembre.
Da quattro anni, a giugno, lo stadio dell’oratorio Don Bosco diventa per lui il luogo in cui ricordare le sue radici, giocando l’ormai tradizionale partita con le vecchie glorie del Carugate. Un cuore grande, quello di Cristiano, che in quell’occasione dona sempre una delle sue maglie alla lotteria gratuita – gesto che ripete anche a Natale con la società sportiva in cui ha mosso i primi passi. Lo scorso anno il sindaco Maggioni ha deciso di premiarlo con una targa: la chiara dimostrazione di quanto la sua Carugate sia orgogliosa di lui.

La premiazione a Carugate