L’amicizia al femminile nel nuovo romanzo di Valentina Sagnibene

In “Ci rivediamo a casa” la scrittrice racconta le vicende di Teresa e Rachele e di una diffidenza che si trasforma in complicità

VALENTINA SAGNIBENE

La giovane scrittrice gorgonzolese Valentina Sagnibene, classe 1992, ha pubblicato il suo secondo libro “Ci rivediamo a casa” (Rizzoli 2019) per parlare al cuore delle donne di un’amicizia al femminile che rinfranca lo spirito e apre la mente.

«Il romanzo è nato con un intento particolare: raccontare l’amicizia fra due ragazze in cui la diversità non è un difetto, ma un valore aggiunto», ci ha raccontato Valentina. «Rispetto al mio primo libro “Tutto quello che non mi aspettavo”, qui ho sperimentato anche la stesura dei capitoli alternati fra la prima e la terza persona. Entrambi fanno parte di me, di cose che ho vissuto e di altre che ho solo conosciuto o ascoltato, anche se devo ammettere di essermi emozionata di più per la storia di Rachele e Teresa».

DALLA DIFFIDENZA ALLA COMPLICITA’

Teresa e Rachele, le due giovani donne protagoniste, sono molto diverse: la prima è l’immagine della ventenne di successo, mentre la seconda è goffa e ferma agli anni Ottanta. Quando si incontrano, la diffidenza per un po’ le allontana, ma poi il ritmo della vita e degli eventi offre loro un’inaspettata complicità.

«Gli spunti per i due personaggi femminili mi arrivano tutti i giorni dalle persone che mi circondano, da ciò che vivo e anche da libri, film e serie tv», ha continuato Valentina. «Lo studio e la definizione dei personaggi è sempre un’operazione che richiede tempo e per fare funzionare due protagonisti che sono anche antagonisti, bisogna dare loro uno scopo comune, in modo inconsapevole, ma anche dotarli di differenze caratteriali che possano sfociare in conflitti, spesso, esistenziali e non superficiali».

Il valore dell’amicizia, che è un’altra forma dell’amore così come lo sono i legami familiari, è il tema che permea tutta la vicenda. «Parlarne era una sfida per me, perché la valenza che attribuisco a questo tipo di legame è significativa: accettandomi per ciò che sono, senza maschere, i miei amici mi rendono possibile fare altrettanto, ed essere un po’ meno dura con me stessa», ha spiegato Valentina. «Penso sia una parte fondamentale delle nostre vite. O almeno, lo è per me».

I SOGNI E LA LANTERNA

Un libro profondo, sincero e a tratti ironico che mette in evidenza quanto sia importante inseguire i propri sogni ma che, talvolta, per farlo è necessario guardarsi dentro e superare le proprie insicurezze.

«La narrazione è anche una riflessione profonda sulla necessità che abbiamo tutti noi di vedere realizzati i piccoli e i grandi sogni. E per farlo, talvolta, abbiamo bisogno di quel qualcosa di cui non possiamo fare a meno: il sostegno delle persone alle quali abbiamo affidato la nostra fiducia e le nostre fragilità. Coloro i quali ci permettono di ricordarci chi eravamo, chi siamo e chi vogliamo diventare. Soprattutto nei momenti, come quelli che attraversano Rachele e Teresa, in cui sembra di aver perso l’orientamento».

Nel suo romanzo la scrittrice fa riferimento alla metafora della lanterna, che guarda sia al passato che al futuro. «Ho scelto la lanterna perché mi è stata consigliata da una mia saggia amica e perché è custode di luce – ha raccontato – Ed è la luce ad avere tanti significati: è il calore degli affetti, è quella in fondo al tunnel, è il legame con il passato. È la luce per la strada di casa, “Qualunque cosa voglia dire”».

I PROGETTI FUTURI

Valentina guarda al suo futuro di scrittrice con passione e dedizione e il suo progetto è «scrivere, scrivere, scrivere».

«Vorrei continuare a crescere come autrice, diventando una vera e propria “professionista” e ritagliandomi sempre più spazio per questo sogno. Se qualche lettore volesse un confronto sui miei romanzi, anche solo dirmi il suo pensiero o chiedere qualche dritta, mi può trovare su tutti i canali social. Mi fa sempre molto piacere!».

Augusta Brambilla