Omicidio di William Lorini: assassino condannato a 30 anni di carcere

Per l'amico e socio d'affari Matteo Villa rito abbreviato e aggravante dei futili motivi

Foto di repertorio

A poco più di un anno dal tragico episodio, è arrivata la sentenza sull’omicidio di William Lorini, ragazzo di 22 anni, originario di Liscate e residente a Vimodrone, che fu ucciso da un amico nel maggio del 2018.

Il gip Tommaso Perna ha condannato Matteo Villa a 30 anni di reclusione, con l’accusa di omicidio volontario aggravato dai futili motivi.

L’OMICIDIO

Secondo la ricostruzione di Villa, tutto sarebbe nato dopo una serata trascorsa insieme alla vittima, in cui i due avrebbero assunto alcol e cocaina. Sulla via di ritorno a casa, sarebbe poi scoppiata una banale discussione, culminata con l’omicidio di Lorini.

Questa versione, tuttavia, non è stata confermata dalla compagna di Villa, che quella sera si trovava insieme ai due giovani e secondo cui Lorini avrebbe lanciato una provocazione all’amico, urlando: «adesso prendi un coltello e uccidimi se hai il coraggio».

Sempre secondo la ricostruzione della donna, Villa si sarebbe quindi recato nell’appartamento per poi scendere in strada e infliggere due coltellate all’amico, lasciandolo solo e agonizzante per terra.

In seguito all’arrivo degli agenti, Villa confessò subito di essere responsabile per quanto accaduto, destando però qualche dubbio sul vero movente dell’omicidio.

IL DOPPIO DELLA PENA

Dopo aver ricostruito quelle drammatiche ore insieme agli avvocati Alessandra Silvestri e Michele Andreano, il gip Tommaso Perna ha condannato Matteo Villa con rito abbreviato a 30 anni di carcere. L’accusa è di omicidio volontario aggravato dai futili motivi. Una sentenza pesante che stabilisce quasi il doppio della pena di 16 anni che era stata chiesta inizialmente dal pm Sara Arduini.