Cernusco quartier generale degli affari di CasaPound: il caso diventa nazionale

Un nuovo articolo, apparso sul Corriere Della Sera, riaccende la polemica in città tra CasaPound e Antifascisti

Foto Ansa

Dopo Repubblica è toccato al Corriere Della Sera. La presenza in città delle sedi delle principali aziende riconducibili a CasaPound, Altaforte e Pivert in primis, continua ad alimentare polemiche. Da ultimo l’articolo apparso sul Corriere, nella sua edizione milanese, dal titolo “Casa editrice, imprese e sponsor: la mano di CasaPound su Cernusco” che ha subito scatenato pesanti reazioni.

Il pezzo, che porta la firma di Cesare Giuzzi, ha infuocato gli animi da entrambe le parti. Per il sindaco Ermanno Zacchetti (PD) l’articolo “Traccia un profilo della nostra città travisato e che non la rappresenta” ma assicura ai suoi cittadini che continuerà a vigilare affinché venga rispettata la legge. Dall’altro canto non è sicuramente piaciuto l’accostamento tra cosche mafiose ed esponenti della tartaruga frecciata che Giuzzi fa nel suo articolo.

Se da una parte l’articolo non lascia contento nessuno, dall’altra è innegabile come l’opinione pubblica abbia puntato un faro su tutto ciò che accade a Cernusco. Dalla protesta dei genitori della Montalcini, proprio contro l’apertura della sede di Altaforte e ripresa da Repubblica, fino alla questione dell’arabo insegnato a scuola è innegabile che quelle che prima potevano essere derubricate a semplici questioni locali ora assumano un significato più grande.

Alcuni segnali erano arrivati già un anno e mezzo fa dove al centro della polemica c’era ancora Casapound, ancora Cernusco, e ancora Francesco Polacchi, che da una piazza mobilitava una raccolta di firme per presentare la lista di estrema destra alle elezioni politiche, mentre nell’altra piazza a pochi metri di distanza, si teneva la manifestazione antifascista per dire no alla presenza di casapound in città. Le telecamere di Fuoridalcomune.it, erano già accese per raccontare quello che stava succedendo.