Skateboarding Martesana: il progetto che dà voce alle comunità locali

L’iniziativa è stata lanciata nel 2016 per sensibilizzare i comuni della zona alla costruzione di skatepark in cemento

Lo Skateboard si prepara a debuttare ufficialmente come disciplina olimpica a Tokio 2020, eppure sono ancora molti i paesi che non offrono alcun tipo di struttura alle comunità di skaters locali. È proprio da questa esigenza che nasce Skateboarding Martesana, un progetto lanciato nel 2016 con l’obiettivo di promuovere la crescita della disciplina dello skateboarding e la diffusione di impianti sportivi di qualità.

UNA VISIONE CONDIVISA

Skateboarding Martesana nasce per dare voce alle realtà locali e per supportare i comuni, affinché la costruzione degli skatepark avvenga nel miglior modo possibile, seguendo le indicazioni della Federazione e della Commissione Italiana Skateboarding.

«Tanti giovani della zona continuano a fare pressioni per uno skatepark nella loro città– ci ha spiegato Andrea Mariani, uno dei promotori del progetto – ma tante richieste rimangono inascoltate per anni e interfacciarsi con i comuni sembra sempre più difficile in questi anni di difficoltà economiche».

L’iniziativa nasce da una visione condivisa e dal bisogno reale delle comunità locali di skaters di fare rete per poter far sentire la propria voce a tutte le amministrazioni del territorio della Martesana.

«La linfa vitale di questo progetto sono le comunità degli skaters di ogni paese che da anni si impegnano per un impianto sportivo dove allenarsi – ha proseguito Andrea -. Di solito ci rechiamo insieme a loro in comune e se c’è un feedback positivo presentiamo un documento di idee per un possibile skatepark, raccogliendo spunti e immagini».

IL QUADRO NAZIONALE

Skateboarding Martesana si inserisce in un contesto nazionale più ampio, che negli ultimi anni ha visto tanti comuni italiani impegnarsi nella costruzione di skatepark moderni in cemento.

Un aiuto importante è arrivato lo scorso anno dalla Federazione Italiana Sport Rotellistici (FISR), che ha rilasciato un documento con le direttive per l’omologazione degli impianti di skateboard. Per evitare lo spreco di soldi pubblici, ogni progetto di skatepark ora deve passare in Federazione, dove viene valutato da persone qualificate per ottenere l’omologazione.

«La progettazione di uno skatepark – ci ha spiegato Andrea – richiede figure competenti nella progettazione che abbiano un background solido tanto nel settore skate, quanto nel settore tecnico di appartenenza e che sappiano mettere insieme i fondi di un committente con le richieste degli skaters locali».

I COMUNI VIRTUOSI… E QUELLI UN PO’ MENO

Purtroppo in questi ultimi anni, i paesi nelle province di Milano e Monza Brianza hanno visto ben poche amministrazioni pronte ad investire nel mondo dello skateboarding. Un esempio positivo è rappresentato da Agrate, dove, grazie a un investimento intorno ai 140mila euro, a breve nascerà il primo skatepark in cemento, progettato da un’azienda specializzata nel settore. Anche il Comune di Carugate ha investito recentemente in questa direzione, completando i lavori di rinnovamento del proprio skatepark.

In molti altri paesi della Martesana, invece, le comunità locali di skaters si sono rivolte alle amministrazioni comunali spesso senza ricevere risposta. A Segrate, per esempio, si parla di skatepark dal 2017, ma da allora la situazione è rimasta bloccata e nessuno pare essersi fatto sentire. Situazione analoga anche per Cernusco sul Naviglio, che, dopo gli entusiasmi iniziali, si appresta ad essere città europea dello sport senza disporre nemmeno di uno skatepark.

«Di sicuro quello che ci sentiamo di sottolineare – ha proseguito Andrea – è che serve più attenzione dei comuni verso i loro giovani cittadini, e verso i movimenti che veramente partono dal basso».