Bussero, cercasi writers e giovani artisti per la riqualificazione del Centro Sportivo

Il Comune lancia una call per giovani artisti di età compresa tra i 14 e 30 anni

Un'opera di Willow
AAA cercasi artisti: a Bussero parte la ricerca di giovani writers interessati a realizzare un murales dedicato alla legalità, in particolare alla lotta contro le mafie, per dare nuova vita alle pareti del nuovo spogliatoio del Campo Sportivo di via C.A. Dalla Chiesa.

Il writing, da sempre conosciuto come manifestazione sociale basata sull’espressione della creatività attraverso interventi pittorici sul tessuto urbano, da molti è ancora considerato un atto vandalico: sarà interessante scoprire che legalità e arte di strada possono invece andare d’accordo.

A CHI È RIVOLTO

La call è aperta a giovani artisti tra i 14 e 30 anni, appassionati di disegno e con la voglia di mettersi in gioco. Nessuno sarà lasciato solo, anzi: ci sarà la supervisione e la collaborazione de la Bottega d’arte di piazza Maria Curie 7, gestita dall’artista meglio conosciuto come Willow. Esperti e artisti creeranno un vero e proprio gioco di squadra incentrato sulla valorizzazione delle zone parietali dello spogliatoio.

COME PARTECIPARE

Per partecipare è possibile contattare direttamente la Bottega d’arte al 3382584510, chiamare la referente del progetto del Comune di Bussero, Aurora al 3331437784 oppure scrivere un email a willow@sbadabam.com.

WILLOW

Filippo Bruno, meglio conosciuto come Willow, è un artista molto conosciuto nel panorama italiano. In passato ha già collaborato con il Comune di Bussero per dar vita, attraverso la sua arte, a zone poco considerate della città. Ne è un esempio il murale realizzato in piazza del Mulino a Bussero per il CAG Geko. Il dipinto su muro, intitolato “Freedom”, è stato realizzato in ricordo del 70° anniversario della Liberazione.

Altra grande opera è “Oltre il muro”: un progetto realizzato dall’artista e da giovani busseresi grazie al quale si è potuto riqualificare il muretto in calcestruzzo di via Santi, di fronte all’ingresso delle scuole elementari.

Ester Adami