Cernusco, sul blocco della caldaia del nuovo polo scolastico la sinistra vuole vederci chiaro

Rita Zecchini e Monica Tamburrini valutano la richiesta di istituzione di una commissione speciale.

I problemi all’impianto di riscaldamento del nuovo polo scolastico di novembre, dicembre e gennaio sono arrivati in Consiglio comunale in modo dirompente. Le consigliere comunali Rita Zecchini e Monica Tamburrini, La Città in Comune-Sinistra per Cernusco, non solo hanno presentato una domanda di attualità sulla vicenda, ma hanno fatto una richiesta di accesso agli atti relativi al collaudo del polo scolastico e annunciato di valutare la richiesta di istituire una commissione consiliare speciale.

COSA CONTESTANO E COSA CHIEDONO LE CONSIGLIERE?

Secondo le consigliere Zecchini e Tamburrini il riscaldamento nel locale mensa non va da quando è iniziata ufficialmente l’accensione del riscaldamento dell’impianto, ovvero metà ottobre. Questo avrebbe costretto nel mese di dicembre gli alunni a mangiare nelle loro aule, anch’esse soggette però a cali di temperatura. «Non è stato pertanto corretto ed onesto– si legge nella domanda di attualità- affermare da parte dell’amministrazione comunale che i bambini hanno mangiato in aule ben riscaldate». La situazione è peggiorata a gennaio, quando il sindaco Ermanno Zacchetti è stato costretto a chiudere il plesso scolastico per permettere all’azienda di effettuare i lavori. «Quando i bambini dell’infanzia sono rientrati– prosegue la domanda di attualità- hanno trovato però una pessima sorpresa: la mensa registrava 10 gradi e sono stati ancora una volta costretti a mangiare nelle proprie aule».

Le consigliere di opposizione hanno chiesto al sindaco quali interventi sono stati fatti durante la chiusura del polo scolastico, la situazione attuale dell’impianto di riscaldamento e quali costi sono stati sostenuti dall’amministrazione per la gestione dell’emergenza e per gli interventi di manutenzione.

LA RISPOSTA DELL’AMMINISTRAZIONE

Durante la chiusura del polo scolastico è stata fatta una diagnostica completa che ha rilevato un’anomalia del flusso di corrente elettrica. Al momento, però, tutti gli impianti sono funzionanti e a regime. Il comune non ha sostenuto costi di manutenzione, in quanto l’impianto è ancora coperto da garanzia.