“Up&Down, un film normale”: successo a Gessate per il film inclusivo di Ruffini

La proiezione del film interpretato da ragazzi disabili ha richiamato moltissimi spettatori

L’integrazione è andata in scena davanti a una sala gremita e vociante di bambini, ragazzi, genitori e adulti, che venerdì 25 gennaio ha assistito – presso il Cineteatro San Giovanni Bosco di Gessate – alla proiezione del film Up&Down – Un film normale di Paolo Ruffini, Lamberto Giannini e gli attori della compagnia Mayor Von Frinzius. In scena sono infatti andati sei ragazzi con disabilità, che si sono messi a nudo con spontaneità e semplicità nel rapporto speciale con Paolo Ruffini.

UNA GIORNATA SPECIALE

L’evento organizzato dal Comitato Genitori, con il patrocinio dell’Amministrazione Comunale, ha visto la straordinaria partecipazione di Nico Acampora, creatore del progetto Pizzaut – e Stefano Fava, educatore e responsabile Aias Milano Onlus.

«È un onore per noi avervi qui nella condivisione di un evento importante – ha esordito Leandro Trombetta, presidente del Comitato Genitori, rivolgendosi ai ragazzi – che nasce dall’esperienza teatrale di ragazzi diversamente abili, e che ci spinge a riflettere su cosa è la normalità e ci apre al confronto e al dibattito.»

Nico Acampora nei saluti iniziali ha sottolineato: «Non siamo tutti uguali, siamo diversi e partiamo da posizioni differenti e quindi se vogliamo arrivare al traguardo tutti uguali dobbiamo costruire dei percorsi. Il film è divertente e se unissimo anche il pensiero e la capacità critica potremmo costruire un mondo migliore, e questa sera se siamo qui è proprio per questo intento. Tra l’altro abbiamo assistito anche alla proiezione ‘autism friendly’ con luce leggermente soffusa, volumi un po’ più bassi e possibilità di alzarsi. Per essere uguali bisogna costruire occasioni diverse: se noi applichiamo le stesse occasioni a persone che partono da nastri di partenza diverse non facciamo una situazione egualitaria ma facciamo delle differenze perché le perpetriamo».

«L’idea di vedere un film con persone diversamente abili che recitano potrebbe rappresentare una sconfitta, perché ci fa dire che noi siamo normali e loro no – ha commentato Stefano FavaLa vittoria, però, ce l’abbiamo davanti ai nostri occhi perché la presenza qui di tanti giovani ci dà speranza per il futuro e ci fa credere che stiamo facendo piccoli passi verso il cambiamento».

I 58 ragazzi della comunità Al di là del mio naso c’è di Fara Gera d’Adda, di età compresa tra i 10 e i 14 anni, hanno assistito entusiasti, e la responsabile Graziani Virna ha commentato «Siamo qui per mostrare loro che anche altri vivono situazioni simili alle nostre e noi non siamo gli unici a incontrare difficoltà: dobbiamo avere il coraggio di andare avanti con l’intento di armonizzare le differenze».

GLI SPECIALI ATTORI

I saluti finali sono stati affidati alle parole e alle voci dei ragazzi del film, Andrea Lo Schiavo, David Raspi, Erika Bonura, Giacomo Scarno, Federico Parlanti, Simone Cavaleri, che all’unisono hanno recitato: «Noi siamo normali ma anche un po’ Up! Non sapete cosa vi perdete a essere normali!»

 

Augusta Brambilla