Scegliere la scuola superiore: cosa cercano le imprese?

I consigli dell’imprenditore Lorenzo Vimercati ai ragazzi che stanno facendo una scelta importante

In questo periodo molte famiglie sono impegnate nella scelta della scuola superiore per propri ragazzi. Le scuole medie offrono occasioni di orientamento per una scelta così importante, e le scuole superiori si presentano attraverso gli open day. Una domanda che si pongono molte famiglie e i loro ragazzi è: cosa chiede il mondo del lavoro?

L’IMPRENDITORE CERNUSCHESE

Per rispondere abbiamo parlato con Lorenzo Vimercati, imprenditore di Cernusco sul Naviglio, che ci ha illustrato l’attuale mercato del lavoro. Lorenzo Vimercati è socio amministratore dell’azienda di famiglia, Meccanica Vimercati, che si occupa di lavorazioni meccaniche di precisione.

Vimercati ricopre il ruolo di presidente di zona est-Adda martesana di Assolombarda, fa parte del Consiglio Meccatronici di Assolombarda e del Consiglio Generale di Federmeccanica. Impegnato sul tema dell’orientamento scolastico, da alcuni anni l’imprenditore partecipa agli incontri di orientamento organizzati dalle scuole e da Assolombarda. Collabora inoltre con il Politecnico di Milano.

I PROFILI CHE LE AZIENDE CERCANO E NON TROVANO

«L’ultima indagine congiunturale di Federmeccanica evidenzia che oltre il 50% delle aziende italiane del settore meccanico cerca tecnici specializzati e non li trova – ha spiegato Vimercati – le aziende cercano figure professionali con competenze in campo meccanico, elettronico, informatico e chimico. Non si tratta necessariamente di laureati, ma di persone con un profilo tecnico professionale sia avanzato che con competenze standard».

Per prepararsi a rispondere a questo tipo di richieste ci sono diversi percorsi. «Collaborando con il Politecnico di Milano, posso affermare che il 99,7% dei ragazzi laureati in Ingegneria Meccanica trova lavoro nell’arco di 3 mesi. Poi ci sono le scuole superiori a indirizzo tecnico: in questo momento le aziende del settore metalmeccanico cercano periti meccanici, operatori su macchine a CNC, periti elettronici e profili con una qualifica professionale in ambito meccanico».

Secondo l’imprenditore negli ultimi anni i percorsi professionali sono stati poco valorizzati. «Queste scuole sono state un po’ “demonizzate”, con il risultato che le famiglie, e i ragazzi, si sono allontanati dagli istituti professionali, anche per un pregiudizio legato all’ambiente della fabbrica».

LA FABBRICA: I LUOGHI COMUNI DA SFATARE

«La fabbrica è spesso vista come un posto buio, sporco e soprattutto pericoloso, ma al giorno d’oggi non è più così. Le nostre macchine sono tutte collegate a un PC, connesse in rete e collegate a un computer centrale: questo permette di conoscere l’avanzamento della produzione e di eventuali fermi macchina – ha proseguito Vimercati – lavorare in fabbrica oggi significa lavorare con i computer, e abbinare le competenze in ambito meccanico con quelle in ambito informatico».

Questa evoluzione dell’ambiente di lavoro consente di sfatare un altro luogo comune, ovvero che la fabbrica non è un ambiente adatto alle ragazze.

«Dovremmo prendere esempio dalla Germania, che è al primo posto in Europa nel settore manifatturiero. In Germania i “colletti blu”, ovvero le figure tecniche, vengono considerati dal sistema economico alla pari dei “colletti bianchi”, che lavorano in ufficio, e senza differenze di genere. Per questi motivi in Germania, da molti anni, stanno portando avanti politiche di alternanza scuola-lavoro o di apprendistato professionalizzante di ultimissima generazione, seguiti sia da ragazzi che da ragazze. L’Italia, che è al secondo posto dopo la Germania, ha attuato queste politiche solo recentemente, ma ci sono ancora tanti pregiudizi da superare».

Tra le novità positive degli ultimi anni Vimercati ha citato gli ITS (Istituti Tecnici Superiori), che si possono frequentare dopo la scuola superiore. «Gli ITS offrono competenze in campo tecnico con un approccio più pratico rispetto a un percorso universitario. Stanno formando molto bene i ragazzi, e il 100% di chi li frequenta trova lavoro quasi immediatamente».

LA COMPETIZIONE CON L’ESTERO

«Rispetto agli anni ’90, quando le aziende dovevano competere sul mercato italiano, o al massimo europeo, dal 2008 a oggi è cambiato tutto: il mercato è il mondo. Adesso ci dobbiamo confrontare con competitor che arrivano da altri continenti, dove il costo del personale è sì più basso, ma le competenze sono altissime – ha affermato Vimercati – dobbiamo sfatare anche il luogo comune della Cina: adesso il Paese è avanti in tantissimi settori, per esempio in quello della meccatronica. Per competere noi italiani dobbiamo trovare nuove leve: velocità, qualità altissima, prodotti esclusivi».

LE SOFT SKILL DA COLTIVARE

Sullo scenario mondiale, quindi, ci sono sempre nuovi competitor e le industrie, per stare al passo con i recenti sviluppi tecnologici, devono continuare a investire in macchinari all’avanguardia e nella formazione del proprio personale.

Se tutto va così veloce, come scegliere oggi una scuola che prepari per il futuro?
«È inevitabile che ci siano gap da colmare, sia nella preparazione offerta dalla scuola sia nell’industria. Anche noi imprenditori dobbiamo stare al passo con gli sviluppi tecnologici, per esempio nel campo della robotica e dell’intelligenza artificiale».

«A prescindere dal percorso scolastico, ci sono competenze fondamentali che i ragazzi devono sviluppare: conoscere le lingue, avere voglia di imparare e di confrontarsi con altre persone – ha concluso Vimercati – È importante avere una mentalità aperta verso il mondo, viaggiare per uscire dal provincialismo, conoscere e capire culture diverse dalla nostra».

«Il messaggio che mi sento di dare ai ragazzi è questo: oggi vivete a Milano, ma domani la vostra casa potrebbe essere a Düsseldorf o a Shanghai. Impegnatevi oggi per costruire il vostro futuro».