Massimo Bubola narra la Grande Guerra con parole e musica

Un'emozionante serata dedicata alla Storia e a chi l'ha vissuta

Massimo Bubola durante la serata

Si è svolta venerdì 9 novembre, nella Sala Consiliare “Falcone e Borsellino” di Gessate, la presentazione concerto del romanzo Ballata senza nome di Massimo Bubola, nome di culto e figura centrale della musica d’autore italiana – oltre che poeta, musicista e scrittore. Presenti il sindaco di Gessate Giulio Sancini e l’assessore alla Cultura Marianna Calenti, in una sala gremita da un pubblico caloroso e partecipe.

Grazie di essere intervenuti a questo evento che vede la presenza di un grande ospite come Massimo Bubola, che faccio fatica a presentare per la sua importante figura di cultore e cantore della nostra storia letteraria e culturale.– ha esordito Giulio Sancini Massimo ci guiderà lungo un percorso accattivante con voce e parole, ricco di emozioni e ricordi della Grande Guerra”.

L’AUTORE

Nato a Terrazzo (Verona) il 15 marzo 1954, ha al suo attivo venti album e più di 370 brani che tracciano un percorso unico nella letteratura musicale del nostro Paese. Ha collaborato con Fabrizio De André, con cui scrive e compone due storici album come Rimini e L’Indiano, contenenti brani come Fiume Sand Creek, Rimini, Sally, Andrea, Volta la carta, Franziska, Canto del servo pastore, Hotel Supramonte, oltre a Don Raffaè, e firmerà altre grandi canzoni popolari come Il cielo d’Irlanda. Negli ultimi anni si è dedicato alla riscoperta del patrimonio artistico, musicale e storico legato alle vicende della Prima guerra mondiale in Italia e con la pubblicazione di due album Quel lungo treno nel 2005 e nel 2014 Il Testamento del Capitano, seguito dall’album antologico Da Caporetto al Piave.

IL ROMANZO

Il libro è la storia di Maria Bergamas, contadina di Gradisca d’Isonzo, che il 28 ottobre 1921 nella basilica di Aquileia ebbe l’incarico di scegliere il corpo di un soldato tra le undici salme di caduti non identificabili, raccolti in diverse aree del fronte, e si accasciò davanti alla decima bara che fu posta all’interno del Monumento del Milite Ignoto presso il Vittoriano, a ricordo dei caduti della guerra.

La voce di Massimo Bubola traccia la vita dei soldati al fronte, attraverso la lettura di alcune delle lettere che inviavano alle famiglie, e crea una sorta di mappa dei sentimenti fatta di amore, di fatica, di speranza, di vita e di morte. Le ballate sono la sonorità delle emozioni e dei ricordi che durano nel tempo: Neve su Neve, Sul ponte di Perati, Da Caporetto al Piave, Monte Canino Tre Rose, una serenata che è un inno all’amore.

«Il libro è stato come una discesa all’Ade e spero di avervi messo qualche riflessione nel cuore – ha commentato Massimo Bubola I ricordi vividi nella mia mente di quel periodo sono legati alla figura di mio nonno Silvio e del suo pudore, quasi vergogna, quando si cantavano sull’aia le canzoni della guerra e  lo vedevo schivare il mondo e abbassare il grande cappello sul volto a proteggere le lacrime di un dolore indicibile da raccontare. Dare voce e canto alle vicende di giovani uomini strappati alle famiglie, agli amori, ai lavori e finiti a morire in una guerra durissima e feroce mi ha dato modo di comporre una “ballata senza nome” che fa rinascere parole dimenticate e sentimenti imperituri e consegna a tutti un patrimonio letterario storico e culturale degno di essere ricordato.»

 

Augusta Brambilla