Impianto biogas Masate: è ancora “alta tensione”

La questione biogas continua a tenere banco. Questi gli ultimi risvolti

La questione della realizzazione degli impianti Biogas a Masate è ancora oggetto di discussioni e mozioni, botta e risposta da parte dell’amministrazione comunale e dei Comitati Biogas di Masate, Inzago e Comitato Civico di Gessate.

ILLECITI E «MANCATE TRASPARENZE»

Al centro la mozione di sfiducia presentata lo scorso 19 ottobre dal gruppo consiliare di minoranza Masate Civica e sottoscritta da 4 consiglieri: Franco Giuseppe Soldano – capogruppo – e Andrea Panzeri, Mario Moretti e Marco Zavatarelli, che hanno evidenziato «La totale mancanza di trasparenza per questione relative alle modifiche sul piano programmatico del P.R.G, la gestione lacunosa e non trasparente e per alcuni aspetti palesemente illecita dell’autorizzazione di ben due impianti, il parere favorevole dell’amministrazione comunale. Chiediamo la convocazione del Consiglio Comunale in seduta straordinaria a norma dell’art. 33 comma 1 dello statuto Comunale di Masate, onde procedere alla votazione per appello nominale».

UNA MOZIONE NON VOTABILE: QUESTIONE DI ARITMETICA

La lista di maggioranza Insieme per Masate ha difeso l’operato del sindaco Vincenzo Rocco, dichiarando «La mozione di sfiducia deve essere sottoscritta da almeno due quinti dei consiglieri. Tenuto conto, pertanto, che il nostro consiglio comunale è composto da 12 consiglieri (sindaco escluso), facendo una semplice operazione matematica i 2/5 di 12 risultano essere 4,8, numero che approssimato per eccesso, è pari a 5. I consiglieri che hanno presentato la mozione di sfiducia sono inferiori a 5: i consiglieri di Masate Civica sono 4 che essendo < di 4,8 (5 arrotondato), numero minimo richiesto per una mozione di sfiducia, rendono la mozione non votabile. Che dire, di fronte ad una situazione amministrativa locale che vede una Masate Civica palesemente messa all’angolo dai vari Comitati NO Biogas, ahimè questo si presenta come un maldestro tentativo di ritrovare visibilità».

LA RISPOSTA DEI COMITATI E DELLE ISTITUZIONI

I comitati NO BIOGAS di Masate e Inzago e il Comitato Civico di Gessate hanno risposto con una lettera aperta: «Siamo certi di avere intrapreso l’unica strada possibile per bloccare un impianto con una tecnologia non sufficientemente collaudata, essendo il primo realizzato da Energa sull’intero territorio italiano. Abbiamo utilizzato solo ed esclusivamente una serie di cognizioni tecniche, che sono state ritenute ineccepibili anche da Città Metropolitana e dalla VI Commissione Ambiente della Regione Lombardia. Noi ribadiamo che non siamo contrari e anzi vorremmo chiudere il ciclo completo della raccolta rifiuti prodotti, in modo di trattare il solo quantitativo localmente prodotto di FORSU e non ha senso realizzare altri impianti per trattare più di quanto si produce. Noi comitati non siamo politicamente schierati e ci teniamo a che sia rispettata questa nostra impronta civica. Ci rammarica leggere che ci vengano attribuite affermazioni pseudo-politiche o addirittura la volontà/capacità di influenzare una determinata scelta politica. Noi consideriamo qualsiasi cittadino libero e capace di scegliere e siamo sicuri che la gente darà il suo indirizzo in sede di voto senza essere influenzato dai Comitati Nobiogas».

Pronta anche la replica agli amministratori del comune di Masate dei tecnici, professor Davide Facchinetti – docente Meccanizzazione Agricola dell’Università Statale di Milano – e Giulio Sancini, docente dell’Università Bicocca di Milano: «Vorremmo precisare innanzitutto che la genesi dei tre progetti (Mi.Co. – Energa – Bioenergy), nonostante le scarsissime e tardive informazioni da Voi fornite la conosciamo benissimo, e la verità assoluta è solo quella che l’attuale proposta di realizzazione di simili impianti  in questo preciso momento serve solo a garantire i deliberati contributi statali ai soggetti privati proponenti. Ripetiamo poi che oggi non è necessario realizzare nuovi impianti per chiudere il ciclo dei rifiuti in questo ambito sovracomunale, perché già esistono soluzioni fin da subito percorribili che evitano questo ulteriore spreco di territorio agricolo. I cittadini che sono intervenuti ai numerosi eventi pubblici a cui abbiamo partecipato negli ultimi mesi nei comuni del circondario hanno ben compreso il significato del nostro agire, così pure come i Tecnici di Città Metropolitana e i membri della V Commissione Regionale… duole rilevare che i soli a non avere compreso siano proprio il Sindaco e la maggioranza di Masate. Per concludere, ribadiamo che non solo conosciamo perfettamente i principi fondamentali della democrazia ma li applichiamo con coerenza, argomentando sulla base delle evidenze, evitando per principio deontologico di lasciarci andare a chiacchiere prive di fondamento e del tutto improduttive. Siamo e saremo sempre disponibili a un confronto, come abbiamo avuto più volte modo di dimostrare».  

 

Augusta Brambilla