Impianto a biogas: una serata per ribadire il no

Un incontro per parlare dell'impianto a biogas di Masate

Si è tenuta giovedì 18 ottobre nell’Auditorium dell’Oratorio di Masate l’assemblea pubblica “Rifiutiamoli- No impianti biogas/biometano a Masate” organizzata dai Comitati No Biogas Masate e Inzago, Comitato Civico di Gessate, Legambiente Adda Martesana, Associazione 18° Miglio Pozzo e Circolo Ecologico Cà Bianca Masate-Basiano.

LE AUTORITÀ PRESENTI

In una sala gremita hanno parlato Alberto Castiglioni e Gianluca Farinaper Energa, Sergio Cerri presidente Comitato Civico di Gessate, Lycia Zacchi presidente NO Biogas Masate, Davide Facchinetti docente Meccanizzazione Agricola Università Statale di Milano, Giulio Sancini sindaco di Gessate e docente di Fisiologia Università Bicocca di Milano, Paolo Scarabelli tecnico dei Comitati, Pabrizio Dolcino Legambiente.

Sono state, nuovamente, illustrate le criticità connesse alla realizzazione dei tre impianti che minano fortemente la salubrità dell’ambiente e la salute pubblica dei cittadini e che sono alloccati in un’area ad alto interesse agricolo con rete irrigua e sopra a falde acquifere e all’interno del corridoio ecologico di pregio del Plis Martesana.

LA RICHIESTA DI CHIARIMENTI

Il sindaco di Masate Vincenzo Rocco ha ribadito che “abbiamo inoltrato a Città Metropolitana una serie di otto punti lo scorso marzo per richiedere ulteriori chiarimenti e conseguenti integrazioni e in assenza di risposte non potremo esprimere parere favorevole all’autorizzazione dell’impianto. Abbiamo anche espresso un parere in merito alle integrazioni/modifiche fornite dalla società Energa e, a tutt’oggi, l’amministrazione comunale di Masate non ritiene di avere sufficienti informazioni/dati da cui evincere la necessaria garanzia di qualità e sicurezza del processo produttivo progettato. Ragion per cui il parere non può essere che negativoo almeno sospensivo, anche se non siamo contrari all’installazione di impianti di biogas sul nostro territorio”.

 Lycia Zacchi e Sergio Cerri hanno replicato “al termine dell’incontro il sindaco di Masate, dopo aver espresso che l’autorizzazione dell’impianto non spetta a lui ma a Città metropolitana e che pertanto non ha alcuna possibilità di fermare l’iter autorizzativo, ha sottolineato che la sua amministrazione non recederà dalla linea sin qui tenuta in quanto considera strategica l’installazione di un impianto di quel tipo nel territorio di Masate, anche perché non si collocavano all’interno del corridoio ecologico regionale a bassa antropizzazione.Probabilmente si era distratto nel dibattito, in quanto la strategicità dell’impianto era già stata smentita dall’intervento di Davide Facchinetti, mentre il fatto che ci si trovava proprio nel mezzo del corridoio ecologico è stato più volte ribadito da Sergio Cerri, Lycia Zacchi, Patrizio Dolcini e da Giulio Sancini. Infine, incalzato dalle domande del pubblico e dei comitati sull’opportunità di introdurre una semplice modifica ai documenti allegati al PGT per non permettere un simile scempio del territorio e sull’opportunità di indire un referendum ha praticamente ammesso di non aver alcuna intenzione di procedere in tal senso”.

IL COMMENTO DI SANCINI

Le parole conclusive sono affidate a Giulio Sancini, che con fermezza ha ribadito “invito il sindaco Rocco a essere più coraggioso e raccogliere le indicazioni che sono state finora evidenziate. È un procedimento che ha assunto connotazioni davvero difficili da giustificare e forse è arrivato il momento di fermarsi e incominciare a guardare ciò che in realtà è intorno a noi. Siamo noi sindaci che governiamo i nostri territori, a noi è dato il compito di prendere le giuste decisioni perché gli enti superiori fanno quello che è di loro competenza ma noi abbiamo compiti e precisi doveri verso la cittadinanza che rappresentiamo”.

Augusta Brambilla