170° ospedale Serbelloni: due giornate per raccontarne la storia

Un weekend per celebrare la struttura nata nel 1800

L’associazione Concordiola, con il patrocinio del comune e la collaborazione dell’Azienda Sanitaria di Melegnano, proprietaria del bene, si sono adoperati per la celebrazione di una ricorrenza importante – la posa della prima pietra dell’ospedale – con un programma di storia e arte.

DUE GIORNATE PER RACCONTARE L’OSPEDALE

L’apertura della mostra documentaria sulle vicende storiche dell’ospedale Serbelloni dal titolo Giacomo Moraglia architetto a cura di Marco Cavenago, storico dell’arte, si terrà sabato 13 e domenica 14 ottobre, dalle 10 alle 12 e dalle 14.30 alle 17 presso il giardino dell’ospedale.

La tutela di qualsiasi bene nasce dalla consapevolezza del suo valore e abbiamo pensato di cogliere l’occasione del 170esimo anniversario della posa della prima pietra nel lontano 28 giugno 1848 per richiamare l’attenzione su uno dei più insigni edifici civili dell’Est milanese.- ha dichiarato l’associazione Concordiola Il progetto ha riscontrato il favore dell’Azienda sanitaria che sponsorizza la mostra e della città di Gorgonzola”.

Sabato 13 ottobre, alle ore 15.30, presso la Cappella San Giuseppe si terrà la conferenza dal titolo Lo sviluppo della medicina in Lombardia nell’Ottocento, con il relatore dott. Michele Riva, dell’Università degli Studi di Milano Bicocca.

UNA STORIA CHE HA INIZIO DUECENTO ANNI FA

La storia dell’Ospitale gorgonzolese ha inizio per volontà testamentaria del Duca Gian Galeazzo Serbelloni e i lavori hanno inizio sotto l’egida di sua figlia, la marchesa Luigia, e poterono avvalersi oltre che del cospicuo Legato Pio Serbelloni, anche della donazione dell’Opera Pia Gagnola, altra famiglia che aveva lasciato sostanziosi fondi per questa realizzazione. La struttura aprì i battenti in modo stabile esattamente il 22 maggio 1862.
Il progetto fu affidato all’architetto milanese Giacomo Muraglia che ne fece un insieme di classicheggianti colonne ed archi evidenziano il portale dell’ingresso principale, dandoci l’esempio e l’immagine di una costruzione di quel tempo tra le più valide ed ammirate nella regione. Strutturalmente l’Ospedale ricalca lo schema dei palazzi signorili del tempo, adattandola alle esigenze del ricovero e della consulenza dei medici, con l’accortezza a non far sorgere l’edifico in prossimità delle vie più frequentate o del naviglio, così come la disposizione dei vani seguì le tendenze più avveniristiche della metà XIX secolo, arrivando persino a prevedere, accanto alle «Infermerie» una sala operatoria. Lo stesso dimensionamento e la capacità di accoglienza dell’Ospedale vennero pensati in avanti, raddoppiando il coefficiente medio di posti letto per abitanti del bacino d’utenza. La struttura insomma sorgeva grandiosa all’epoca, con le più moderne metodologie strutturali, e si rivolgeva perlopiù come ricovero per anziani bisognosi e in larga parte per accogliere pazienti affetti dalle numerose patologie infettive che flagellavano la popolazione del tempo.

Augusta Brambilla