MARTESANA METRÒ
VINCE IL LAVORO DI SQUADRA DEI SINDACI: VIA LE BARRIERE ARCHITETTONICHE DALLE STAZIONI

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La favola dei sindaci riunitisi in protesta per poter accendere i riflettori su un problema comune, ha visto in questi giorni il suo lieto fine. I primi cittadini di Bussero, Cassina, Cernusco, Gessate, Gorgonzola e Vimodrone, avranno l’abbattimento delle barriere architettoniche nelle stazioni della Metropolitana Verde dislocate sul proprio territorio (se sul comune ci sono più stazioni, si partirà con una prescelta). Una vittoria del lavoro di squadra celebrato da tutti i sindaci coinvolti, ed esaltato anche dall’ assessore alla Mobilità del Comune di Milano, Marco Granelli, intervenuto nella conferenza stampa di presentazione del progetto tenutasi a Vimodrone giovedì scorso.

“Questo percorso dei sindaci utilizza la logica migliore -ha detto l’assessore- quella del farsi carico insieme dei cittadini e dei loro bisogni in un territorio vasto. E’ una logica che conta anche per noi del Comune di Milano, che riflettiamo su un modello di mobilità sempre più sostenibile e aperto a tutti i cittadini.”

Ma c’è anche di più. Oltre all’abbattimento delle barriere, il Bando Periferie cui hanno partecipato i comuni della Martesana con Milano come ente Capofila (per il capoluogo è inserita la stazione di Cimiano), consentiva ad ogni ente di inserire nel progetto operazioni correlate di riqualificazione legate al proprio territorio. Ecco allora che Bussero oltre alla stazione provvederà a realizzare una ciclo-stazione, Cassina una ciclo-officina, una connessione tra la metropolitana e il centro cittadino e l’avvio di un centro per il riuso, oltre alla messa a nuovo di alcuni palazzi centrali della città. Gorgonzola dalla sua ha richiesto la connessione tra le due ciclabili già presenti e ha scelto per la riqualifica, la stazione di Gorgonzola Centro; Gessate vedrà invece un restyling completo dell’autostazione e dei parcheggi adiacenti la metro, come affermato dall’architetto Salucci. Vimodrone in ultimo, vedrà la messa a nuovo dell’area di Cascina Tre Fontanili e il completamento del cantiere per le residenze di via Cadorna (ne abbiamo parlato qui), scegliendo la propria stazione più centrale per la riqualificazione. Cernusco resta fuori solamente perché sta già per portare a compimento il suo progetto su Villa Fiorita (ne abbiamo parlato qui).

I fondi per la realizzazione di tali opere, che per i nostri comuni si attestano globalmente sui 12.444.000 euro, verranno finanziati in gran parte dal Governo Italiano (i contributi statali sono intorno ai 7 milioni di euro) all’interno del citato Bando Periferie lanciato dalla Presidenza dei Ministri per una riqualificazione urbana e una maggior sicurezza delle zone ai margini delle città Metropolitane e dei capoluoghi di provincia. Proprio di recente al convegno dell’ ANCI a Bari, il Presidente del Consiglio Matteo Renzi, ha annunciato che tutti i progetti presentati verrano finanziati, e che per farlo il governo ha aumentato i fondi erogabili a 2 miliardi di euro, suddivisi in due tranche, una prima nel 2016 di 500 milioni, e i restanti del 2017. Va detto che oltre ai fondi del Governo, ogni ente metterà sul tavolo 200.000 euro, tranne Milano che finanzierà per circa 1 milione di euro.

“Proprio da questo dipenderà la tempistica dei lavori -ha spiegato il sindaco di Cernusco Eugenio Comincini– se la Martesana entrerà nelle zone in graduatoria per aggiudicarsi la prima parte di finanziamenti, i lavori per l’abbattimento delle barriere inizieranno appena dopo aver concluso gli iter procedurali dovuti, e in un paio di anni al massimo avremo concluso questa operazione che rappresenta proprio una bella storia, supportata dalla nuova sensibilità che il comune di Milano hai avuto negli ultimi anni versi i paesi dell’hinterland“.

Concorde nella previsione anche l’Architetto Salucci che segue e coordina il progetto: “Sono previsti 19 interventi sui comuni articolati in tre livelli: azioni di primo livello, di secondo livello e azioni correlate -ha spiegato- La messa a punto delle stazioni accessibili con ascensori a tutti gli utenti, disabili, anziani, mamme con passeggini, viaggiatori con biciclette, rappresenta il primo step da portare a compimento, che avrà poi upgrade importanti per accrescere la connessione e l’unione anche con i comuni che non direttamente si affacciano sulla Martesana”.

Dunque si preannuncia un restyling della linea verde anche al di là dell’asse Martesana e di più ampio respiro (in totale per la MM2 sono stanziati 300 milioni di euro di manutenzione all’interno del Patto per Milano), come è giusto che sia per una infrastruttura che compie 50 anni e che non fa ricordare significativi interventi di manutenzione e riqualificazione nel corso del tempo, nonostante anche nel 2015 abbia trasportato verso il capoluogo oltre 115 milioni passeggeri, il 40% in più rispetto al 1999. “Ci sono foto in bianco e nero di me da piccolino che andavo a vedere l’inaugurazione di questa grande struttura che era la stazione della metrò -ha raccontato il sindaco di Bussero Curzio Rusnatida allora è stata cambiata solo la copertura perché divelta da un tornado. Ora vorrei portare i bambini delle nostre scuole a visitare una stazione che abbia ascensori e servivi per tutti gli utenti”.

Fondamentale nella chiusura positiva di questo progetto, è stato il ruolo del Comune di Milano, che da subito ha aperto il tavolo di lavoro con gli enti, creando un gruppo di 10 soggetti che in 8 settimane ha messo in cantiere un progetto vincente a tempo di record: “E’ un segnale importante che il comune di Milano, nonostante sia capofila del progetto, sia venuto qui in periferia a presentarlo -ha sottolineato il sindaco di Vimodrone Antonio BrescianiniÈ ulteriore dimostrazione della forza di questo percorso comune, che ha funzionato perché si è lavorato come zona omogenea, supportando un’esigenza che tutti noi avevamo inteso come fondamentale per le nostre comunità”.

Soddisfazione l’ha espressa anche il sindaco di Cassina Massimo Mandelli, che ricordando la grande campagna “Salgo anch’io no tu no” promossa con i colleghi, ha sottolineato: “E’ chiaro che non volevamo sensibilizzare i cittadini, dato che sapevano già bene quali fossero i problemi delle nostre stazioni. Volevamo che si muovesse qualcosa a livello istituzionale, e dobbiamo ringraziare il Comune di Milano e anche la Prefettura, con i quali abbiamo scritto una bella pagina di politica, con azioni concrete che davvero servono ai cittadini”. Si aprirà un nuovo capitolo nelle collaborazioni tra enti e istituzioni superiori, tra comuni diverse e tra zone omogenee ? E’ quello che si augura Curzio Rusnati: “Dobbiamo sperimentare nuove modalità di amministrare, perché con i soliti mezzi vecchi non posiamo dare risposte ai cittadini.”

Per chi volesse ripercorrere la protesta dei sindaci andata in scena nelle stazioni delle metropolitane della Martesana, ecco i link:
Vimodrone
Bussero 
Gessate
Gorgonzola
Cassina