VIMODRONE
VIABILITA’ SANT’ ISIDORO: INCONTRO TRA SINDACO E AZIENDE DELLA ZONA

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E’ stato un incontro per capire meglio la situazione dal punto di vista delle aziende, e comprendere se ci sono margini che queste possano contribuire alla realizzazione del nuovo progetto viabilistico pensato dall’amministrazione per risolvere l’annoso problema della commistione tra area industriale e residenziale nella zona di Sant’Isidoro (e per esteso fino a Cà Azzurra).

Il progetto, che si configura come il primo passo verso quella che sarà in futuro la soluzione definitiva con la costruzione di una rotonda, era già stato illustrato tempo addietro (qui), e in sostanza prevede una scelta iniziale in grado di attenuare il traffico pesante nella zona di Sant’Isidoro, attorno alla quale grava il passaggio di circa 100, 200 Tir al giorno.

Si tratta della costruzione di uno svincolo in entrata e in uscita sulla Strada Padana Superiore di modo che l’area residenziale venga separata nettamente da quella industriale, e protetta ulteriormente con il divieto di transito ai mezzi pesanti lungo via Ghandi, e un senso unico su via Grandi. Costo totale dell’opera: tra gli 80.000 e i 100.000 euro circa, che per il 50% verranno finanziati da Unes, che dalle parole del dirigente Ottaviano Brambilla, ha dichiarato: “Se siamo anche noi parte del problema, vogliamo essere anche parte della soluzione”.

La restante cifra, dovrebbe essere finanziata dal comune, che sta cercando di distribuire l’investimento economico chiedendo un contributo anche ad altre aziende con sede nell’area.  Il costo è alto (ma meno dei 300.000 euro utili per la rotonda, soluzione caldeggiata comunque dal sindaco per il futuro, e dal comitato dei residenti di Sant’Isidoro), e la cifra tiene conto di una serie di lavori che si rendono necessari a causa della presenza di rogge nel sottosuolo, che trasportano acqua sino all’Idroscalo e  vanno rinforzate con ulteriori interventi.

Lo scorso 7 giugno il tavolo di discussione ha portato ad alcune aperture importanti, dove gli imprenditori presenti all’incontro, si sono detti disponibili a ragionare su un contributo, pur non promettendo niente per ora. Sul tavolo però, gli interlocutori hanno posto anche altri problemi legati alla loro attività: in primis il parcheggio per i Tir di Via Fratelli Cervi, incustodito, abbandonato a sé stesso, senza regolamentazione, senza segnaletica, senza regole. Il Comandante della Polizia Locale Gianni Pagliarini, ha così proposto una soluzione iniziale con nuova segnaletica orizzontale, spazi per i parcheggi disegnati a terra e ben delimitati, e il tratteggio che delimiti la carreggiata dividendola con precisione, per evitare sosta e manovre selvagge.

Altre sono le idee nate da questo incontro relative all’area, che potrebbe diventare in un futuro una vera e propria zona di sosta Tir, con un piccolo bar o tavola calda, dei servizi igienici per gli autisti, magari con sosta a pagamento gestita direttamente da privati. La cosa contribuirebbe a regolamentare un’area ad ora terra di conquista, tutelando sia gli autisti, che spesso dormono nei propri camion parcheggiati senza sicurezza o servizi, sia l’intera zona, che diventando frequentata e regolamentata, sarebbe di conseguenza meno attrattiva per la piccola criminalità.

Proprio la sicurezza è un tema che il Comitato di Sant’Isidoro, nato sette anni fa, ha fatto presente in una lettera all’amministrazione, nella quale pone chiare le sue richieste in termini di soluzioni per il quartiere. “Siamo cittadini come tutti gli altri, e non possiamo essere abbandonati scrivono in una missiva pubblicata anche sull’informatore comunale della città. Il comitato non strizza l’occhio al progetto “tampone” dello svincolo, e pone come urgente la risoluzione definitiva del problema, con una rotonda, già proposta alla Giutna nel 2011. “Una rotonda sulla Padana, all’ingresso della zona industriale, opera ritenuta positiva da politici e tecnici” prosegue il comitato, che dopo un elenco di benefici che l’operazione comporterebbe ( meno incidenti, smaltimento diretto del traffico, meno inquinamento ), suggeriscono una soluzione per recuperare i 300.000 euro necessari: “Che si usi l’avanzo di cassa 2015, che è di pari importo, basta solo la volontà nel procedere” concludono.

Entro la fine di giugno, gli industriali incontreranno nuovamente il sindaco, e allora si avranno indicazioni ulteriori sul progetto e sulle possibile tempistiche di realizzazione.

Qui l’imamgine del progetto ingrandita.