VIMODRONE – SEGRATE
I DUE COMUNI TRA I PRIMI AD AGIRE PER CHIEDERE GIUSTIZIA PER GIULIO REGENI

Molti in Italia si stanno mobilitando per chiedere di fare chiarezza sulle vicende che hanno portato alla morte di Giulio Regeni, il ventottenne ricercatore italiano trovato morto e con segni di tortura il 3 febbraio a Giza, alla periferia de Il Cairo.

Mentre le indagini proseguono e si susseguono le ultime notizie riguardo a informazioni riportate da un anonimo informatore al quotidiano La Repubblica (qui), anche alcuni Comuni della Martesana si sono uniti alla forte richiesta di giustizia, seguendo l’esempio di molti altri lungo penisola. Tra questi c’è Vimodrone che, appendendo all’esterno del Municipio (Foto di copertina) il manifesto giallo con la scritta nera “Verità per Giulio Regeni”, ha aderito alla campagna lanciata da Amnesty International (qui).

Anche a Segrate si sta cercando il modo di collaborare affinché l’omicidio del giovane ricercatore non venga dimenticato. A farlo sono innanzitutto i membri di Sel, che hanno proposto un ordine del giorno per il Consiglio Comunale, che impegni Sindaco e Giunta a fare il possibile per sollecitare il Parlamento e il Governo Italiano a far luce sulla morte di Giulio Regeni, facendo pervenire alle alte cariche dello Stato la delibera e stimolando anche altri Consigli Comunali a fare lo stesso. “Abbiamo avuto contatti con Barbara Bianco del Partito Democratico che, in quanto consigliere comunale, ha la possibilità di far protocollare la richiesta di mettere all’ordine del giorno del prossimo consiglio la discussione di questo tema– spiega Pino Di Marzo di Sel Segrate, che aggiunge- Sta inoltre prendendo corpo l’idea di intitolare una sala del Centro Civico Verdi a Giulio Regeni e a Valeria Solesin, la ragazza morta durante gli attacchi terroristici al Bataclan di Parigi del 13 Novembre scorso”.

Segni di solidarietà quelli che arrivano dalla Martesana e dal resto d’Italia, che si spera non restino inascoltati e siano di stimolo alla ricerca della verità e della giustizia e alla conservazione della memoria dei tragici eventi che hanno convolto i due giovani italiani, vittime dell’odio, della violenza e del terrorismo.