CARUGATE
CHIUDE “LA GRAZIOSA”. GIOVEDI’ L’ ADDIO A UN PEZZO DI STORIA

Manca pochissimo all’ultimo giorno di attività e a tanti già piange il cuore.
Il 31 Ottobre chiuderà definitivamente “La Graziosa”, storico bar e luogo d’incontro carugatese, collocato nella campagna tra Carugate e Brugherio.

Nonostante la raccolta firme portata avanti dallo scorso Aprile, non c’è stato nulla da fare per Enrico Lamperti (nella foto di copertina davanti al suo locale), attuale gestore del locale e amico di lunga data di tanti abitanti del posto, e di comitive di amici venute da fuori.

LA STORIA
Il locale, aperto nel 1951 da Salvatore detto “Torino”, padre di Enrico, era originariamente un “trani”, dove venivano venduti vino e bibite. Da subito era diventato un importante punto di ritrovo per giovani, anche provenienti da fuori paese, e sede di ritrovo per i gruppi nel post riunioni politiche.
Nel 1974 la svolta, quando Enrico e degli amici decidono di prendere in gestione il locale tramutandolo in una sorta di centro ricreativo sino al 1978, quando diventerà lui l’unico gestore, dividendosi tra questa attività e il suo lavoro in azienda.
Sarà poi nel 1984 che prenderà finalmente la licenza a nome suo.

È innegabile il valore storico de “La Graziosa”, luogo di ritrovo e associazione per tanti ragazzi, amici, comitive, cresciute qui generazione dopo generazione. Con la sua chiusura il paese perderà una parte di sé, un locale che, nonostante gli anni e la crisi, ha sempre riempito i propri spazi di clienti, anche durante la settimana.

LA VICENDA E LA CHIUSURA
Nel 2006 arriva ad Enrico e ai proprietari del locale e del terreno circostante, gli eredi dei conti Melzi d’Eril, una denuncia di abuso edilizio a causa della tettoia costruita davanti al locale, sotto la quale si trovano ancora oggi sedie e tavolini.
La tettoia, risalente al 1979, era stata costruita dal padre di Enrico, ma nella denuncia operata dall’allora amministrazione comunale, l’imputazione risultava a carico dello stesso Enrico. 

Gli venne imposto di toglierla, per l’abuso e perché l’intera cascina era sotto il controllo delle Belle Arti.
All’inizio Lamperti non acconsentì perché la cosa avrebbe compromesso seriamente la sua attività, ma successivamente si mostrò disposto a trovare una soluzione alternativa alla tettoia, che gli permettesse comunque di continuare a lavorare nel locale. L’amministrazione mostrò una chiusura totale ed Enrico fu costretto a ricorrere al TAR, cominciando un iter giudiziario per niente facile.

La cosa assurda è che noi pagavamo al comune una tassa di 500mila lire l’anno per occupazione di suolo pubblico proprio per il terreno della veranda sotto la tettoia, la stessa per cui poi il comune ci ha denunciati” ha raccontato Enrico. Né con la giunta di allora, né con quella attuale, si è arrivati ad un punto d’incontro.

Qualche anno dopo, 24 Settembre 2014 gli viene comunicata la decisione della proprietà di non rinnovargli l’affitto, con l’aggiunta di dover lasciare il locale entro il 31 Ottobre.
Ufficialmente lo sfratto è per “cessata locazione”, ma qual è il motivo di questa decisione, e la chiusura ad un rinnovo del contratto?

Abbiamo provato a contattare il prestigioso studio legale Caccia Dominioni, che rappresenta gli eredi dei Melzi D’Eril, tra i quali vi è il noto Architetto Benigno Morling, responsabile dei lavori in corso al Duomo di Milano. Purtroppo né telefonicamente, né attraverso il form online presente sul sito per spedire mail, siamo riusciti a metterci in contatto per poter avere una dichiarazione della famiglia.

All’inizio il problema poteva essere la questione legata alla tettoia  -ha provato a spiegare Enrico Lamperti  ma una volta che mi sono dimostrato disposto a toglierla, non mi sono state date delle alternative, e non c’è stata possibilità di avere un rinnovo del contratto. A questo punto mi sto chiedendo se per caso non si tratti di qualcosa a carattere personale” .

Il locale si trova inserito in un complesso che è patrimonio delle Belle Arti, la Cascina Graziosa appunto.
Il sito però, appare trascurato, ed anche per questo ha attirato pochissimi visitatori nella piccola ed antica chiesetta limitrofa.
La motivazione del mancato rinnovo potrebbe proprio essere questa: un progetto di riqualificazione del sito e ristrutturazione, che esige di avere i locali vuoti per rimettere tutto in auge. Questa è solo una nostra supposizione ovviamente, e probabilmente sbagliata, perché se così fosse, non si spiegherebbe come mai alle tre famiglie che abitano nella cascina, sia invece stato rinnovato l’affitto.
(nella galleria sotto, alcuni scorci della cascina Graziosa e della piccola antica chiesetta)

L’ADDIO
Purtroppo, nonostante i numerosi incontri, e scontri passati, con le autorità competenti, Enrico si è ritrovato appoggiato da pochi davanti a questo addio, circondato solo dall’affetto di fedeli amici e clienti che hanno condiviso per decenni l’amore per il suo bar

Dopo 63 anni di attività, Carugate perderà un pezzo della sua storia: appuntamento Giovedì 30 nel parcheggio della Graziosa, per un ultimo momento di condivisione.