Carugate: un successo la X edizione dei Green Street Games

18 le squadre iscritte al torneo di basket di 3v3

Si sente spesso dire: salviamo i ragazzi dalle periferie e dalla delinquenza. Diciamo che a salvarsi ci pensano i giovani stessi, realizzando con attenzione eventi che coinvolgano tutti, all’insegna dell’inclusione e dello stare insieme: è il caso dei Green Street Games di Carugate.

Tanti ragazzi di età diverse, impegnati in tornei di basket 3 contro 3, ma non solo: tornei di calcio balilla e ping pong, musica e uno spazio “arte e pittura” in cui è stato realizzato un murales nella zona in cui si è tenuto l’evento. Soprattutto: una giornata messa in piedi da ragazzi, pensata per coetanei, all’insegna dell’aggregazione e della condivisione. Questo e molto altro è quello che è accaduto alla X edizione dei Green Street Games (svoltasi sabato 18 giugno al campetto di via Verdi a Carugate), iniziativa che dal 2010 promuove la cittadinanza attiva tra le nuove generazioni tramite lo sport.

All’evento ha partecipato anche Spazio Giovani della Martesana, come segno di condivisione delle politiche giovanili a livello territoriale.

Matteo Sorice: «Un evento realizzato DAI giovani PER i giovani»

Il torneo di basket quest’anno ha visto la partecipazione di 18 squadre. Ad aiutare i giovani nella gestione delle comunicazioni con l’Amministrazione e con gli altri ragazzi della città il CAG “Epicentro”. Matteo Sorice, educatore del centro di aggregazione giovanile, ha spiegato: «La partecipazione di un servizio come un CAG a un evento realizzato dai giovani per i giovani rappresenta un ponte nei confronti di tutti i ragazzi di Carugate, favorendone un coinvolgimento generale. Intorno all’evento abbiamo organizzato alcune attività, come l’abbellimento di alcuni muri intorno al campetto di via Verdi, per restituire ai ragazzi uno spazio sempre più vivibile e riqualificato- e ha poi precisato– il CAG ha anche aiutato i ragazzi nella creazione di un altro ponte: quello tra i giovani organizzatori e le istituzioni relativamente alla cogestione dello spazio, configurando così il progetto come un’attività di cittadinanza attiva».