Ripartenze: viaggio nel mondo dell’entertainment e del retail dopo un anno e mezzo di serrate (VIDEO)

Centri Commerciali, cinema e palestre sono tra i settori più colpiti. Come uscirne? Quali scenari futuri? E quale sarà l'impatto sul territorio? Ne abbiamo parlato con Michele Bragantini, vicepresidente della Corte Lombarda e Amministratore Delegato di un gruppo che opera nel settore food and Leisure

La primavera dopo l’inverno. Per molte attività economiche in tutta Italia è il momento della ripartenza dopo le chiusure forzate e l’attività a singhiozzo imposta dalla pandemia da Covid-19. Tra queste troviamo anche i centri commerciali e i cinema. Shopping, acquisto, cultura e intrattenimento. Attività escluse da quelle di prima necessità, ma che significano lavoro, Pil e svago.

Ricchezza, occupazione e rapporti con il territorio

La redazione di fuoridalcomune.it ha parlato della situazione dei centri commerciali – realtà che in Italia significa 1300 strutture, 35.000 negozi, 750.000 addetti e 140 miliardi di euro di fatturato (pre covid) – con Michele Bragantini, vicepresidente della Corte Lombarda, Amministratore Delegato di uno dei più importanti gruppi operanti nei settori Food e Leisure e membro del Consiglio Nazionale dei Centri Commerciali. Ed è proprio quest’ultima veste che gli consente di tirare le somme dopo 18 mesi di pandemia, con una riduzione del fatturato per il settore su base nazionale del 40% e il rischio per il 10% (stima ottimistica) di negozi all’interno dei centri commerciali di abbassare la claire.

Attività quella dei centri commerciali che da “nemica” del commercio locale ha saputo integrarsi con il territorio. Basti pensare alla collaborazione tra Corte Lombarda e Bellinzago Lombardo, con interventi nella prima che vanno dal sociale, alla scuola fino alla sicurezza sanitaria dei cittadini.

Arcadia di Melzo: ripartire dalla qualità dell’esperienza

E se i centri commerciali nell’ultimo anno non hanno sorriso, i cinema, come tutte le attività culturali, hanno letteralmente sofferto. Tra loro l’Arcadia di Melzo (presente anche al terzo piano della Corte Lombarda), primo multisala d’Italia aperto nel 1997 che ha dovuto spegnere i proiettori per un lungo periodo. Ora, grazie al decreto riaperture, hanno iniziato a proiettare film, con lo stesso entusiasmo di sempre, come detto da Laura Fumagalli (responsabile marketing e programmazione) grazie alla qualità della loro offerta, che rende la visione di un film nelle loro sale un’esperienza radicalmente differente da quella che si può vivere con altri mezzi di fruizione.