A Segrate una mozione contro gli sprechi, Carandina: «Una proposta senza colore politico»

La mozione, firmata dai consiglieri di Lega e Forza Italia, è stata respinta, non senza le dovute discussioni

«Offrire possibilità a chi ha meno mezzi»: sono queste le parole del Consigliere della Lega Marco Carandina che riassumono l’obiettivo della mozione “Segrate contro lo spreco alimentare” presentata in Consiglio Comunale il 3 giugno.

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Carandina: «Una proposta senza colore politico»

Ogni anno lo spreco alimentare grava sull’economia e sull’ambiente. Attualmente le migliori soluzioni sembrano essere la prevenzione attraverso l’informazione a scuola e la donazione di prodotti alimentari presso associazioni no-profit; tutto ciò però non basta: in una mozione firmata da Lega e Forza Italia è stato proposto di promuovere la lotta contro lo spreco alimentare offrendo a commercianti e ristoratori una diminuzione commisurata sulla tari e di stilare una lista delle associazioni ed enti del terzo settore che vogliono partecipare a questa iniziativa, oltre a renderle note a tutti i cittadini. «Una proposta senza colore politico», così l’ha definita il Consigliere Carandina.

Bisogna riformulare la proposta senza essere frettolosi

Tutti hanno accolto l’idea che sta alla base della mozione, sottolineando l’importanza di un’azione concreta, ma «sarebbe stato opportuno, anzi necessario– ha dichiarato la Consigliera Lamentini di Lista Civica Paolo Micheli Sindaco-, chiedere un approfondimento preventivo agli uffici competenti». Mancano perciò le dovute verifiche per valutare in modo opportuno la proposta. A questa critica si sono accodati anche Lista Civica Segrate Nostra e PD.

È stato quindi chiesto a Lega e Forza Italia di ritirare la mozione e di ripresentarla a settembre, dopo aver effettuato le dovute verifiche, consultando la Commissione Attività Produttive che la Commissione Bilancio e le associazioni di categoria.

I partiti che hanno proposto la mozione si sono però rifiutati perché «l’iniziativa non ha alcun costo per il Comune, perché tutte le attività di recupero dell’invenduto e di gestione– così ha detto il Consigliere Cardina- sono a carico degli enti no-profit. Si tratta di dare un incentivo commisurato al risparmio generato dalla riduzione dello spreco, dando la possibilità a tutti di participare. È responsabilità del comune che l’iniziativa sia conosciuta dai commercianti e quindi partecipata». La mozione è stata così respinta.