Melzo, al via gli interventi di riqualificazione del verde urbano

Sicurezza per i cittadini e tutela del patrimonio arboreo

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L’Amministrazione comunale di Melzo ha dato avvio alle opere per la riqualificazione del verde pubblico cittadino. L’obiettivo è quello di mettere in campo azioni, necessarie e mirate, per la tutela della sicurezza della cittadinanza e la salvaguardia del patrimonio arboreo.

Patrimonio di tutti

La progettualità prevede la sostituzione di alcuni filari alberati, in particolare quelli pericolosi, che, secondo il parere tecnico dell’agronomo, potrebbero causare danni, anche gravi, a persone e a cose.

Sono alcuni esemplari di pioppi cipressini, poco compatibili con i territori altamente urbanizzati, che alla fine del loro ciclo naturale di vita sono diventati fragili e a rischio di caduta.

«La grave emergenza sanitaria dovuta al Covid-19 – si legge nella nota dell’Amministrazione comunale – ha generato ritardi nelle procedura di appalto e si sta cercando, già in questo mese di Marzo, di eseguire i ripristini e, in caso di problemi indipendenti dalla nostra volontà, gli interventi si completeranno, al più tardi, nel prossimo autunno».

Verranno rimossi tutti gli alberi a rischio caduta e si procederà a effettuare gli interventi per il ripristino dei cordoli dei viali e dei rigonfiamenti nella pavimentazione dovuti alla crescita delle radici e verranno messe a dimora delle nuove specie di alberi, adatte al sedime stradale e più resistenti alle modifiche del clima avvenute negli ultimi anni. 

Gli altri alberi, che non sono stati valutati come pericolosi e tali da richiederne la sostituzione, sono in fase di monitoraggio con l’obiettivo di determinare e stabilire gli eventuali interventi successivi.

«Vorremmo sottolineare che amiamo e rispettiamo il nostro verde pubblico, questo in programma è un importante intervento a favore degli alberi e del verde della città – prosegue la nota dell’Amministrazione – Non intervenire vorrebbe dire lasciare gli alberi e vederli cadere uno alla volta nei prossimi due, tre anni, ed anche prima in caso di eventi climatici sfavorevoli, con gravi rischi per l’incolumità delle persone e per i beni sia privati che pubblici».

Augusta Brambilla