Martirio dei 7 partigiani a Pessano: 76esimo anniversario per tenere vivo il ricordo

La manifestazione, a causa delle attuali disposizioni sanitarie, vedrà la sola partecipazione dei rappresentanti delle istituzioni comunali, dei partiti, della sezione ANPI, del Gruppo Alpini e della Dirigente dell’Istituto Scolastico

Sono passati 76 anni dalla fucilazione dei sette partigiani pessanesi, ma il tempo non fa che sottolineare l’importanza e il valore del ricordo. Domenica 14 marzo infatti, pur rispettando le attuali disposizioni sanitarie, si terrà la commemorazione dei 7 partigiani trucidati di naizi-fascisti il 9 marzo 1945.

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I partigiani

Angelo Barzago, Romeo Cerizza, Claudio Cesana, Dante Cesana, Alberto Gabellini, Mario Vago e Angelo Viganò, ragazzi dai 20 ai 30 anni, fucilati a Pessano dopo che un comandante tedesco era stato colpito e ferito in via Monte Grappa. Il ricordo è importante affinché non diventino solo dei nomi, ma li si ricordi come giovani coraggiosi che hanno scritto la storia.

L’evento

Le celebrazioni istituzionali si terrano domenica 14 marzo, alle ore 15; si svolgerà infatti una manifestazione commemorativa, con la deposizione di una corona di fiori al Cippo dei Sette Martiri Partigiani. Interverranno il Sindaco Alberto Villa, la Dirigente scolastica Monica Meroni, l’ANPI e verrà letto un messaggio del Sindaco di Carate Brianza Luca Veggian. Alla fine degli interventi verrà deposta una corona di fiori, verrà ricordato Gino Prinetti, partigiano pessanese medaglia al valor militare e, verrà intonata ‘Bella Ciao’ a seguito di un intervento conlcusivo del Sindaco. La locandina dell’evento è reperibile sulla Pagina Facebook del Comune di Pessano con Bornago, su cui verrà trasmessa in diretta della manifestazione.

«Il primo mattone per l’Italia repubblicana»

«E’ essenziale tenere viva la memoria – ha sottolineato il sindaco Alberto Villa – Quando i martiri sono stati uccisi, la cittadinanza si concentrava in una vicinanza fisica. Oggi viviamo una distanza temporale, un gap che va colmato con il rito della memoria. Gli atti di Resistenza sono stati i primi mattoncini per la costruzione di un’Italia repubblicana – ha concluso – ed è importante ricordarli e celebrarli nel ricordo».

Giada Felline