Decreto Sostegni: stop ai Codici Ateco, ora conta il fatturato

Cambia il nome - non sono più "ristori" ma "sostegni" - e non solo. Ecco le nuove misure di aiuto alle imprese spiegate punto per punto dai professionisti di AICM

È stato approvato venerdì il Decreto Sostegni, avente l’obiettivo di offrire misure di ristoro alle piccole e medie imprese. Le reazioni alle novità non sono state omogenee: tra chi le ritiene un segnale positivo e chi largamente insufficienti, l’opinione pubblica è divisa; quest’ultimo Decreto è stato comunque definito come un primo passo, a cui ne seguiranno altri, in un anno in cui, come ha dichiarato il Presidente del Consiglio, «non si chiedono soldi, ma si danno».

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Grazie ai professionisti di AICM – la prima Associazione Italiana dedicata ai Contribuenti Minori, ovvero coloro che svolgono attività professionali in Regime Forfettario, abbiamo avuto modo di analizzare il Decreto per potervelo spiegare.

Ecco quindi, punto per punto, le principali novità.

Decreto Sostegni, le misure

I contributi a fondo perduto

Il contributo è riconosciuto ai soggetti che svolgono attività d’impresa, arte o professione o producono reddito agrario, senza alcun riferimento al Codice Ateco (una delle novità che più ha fatto scalpore: qui avevamo parlato dello scorso Decreto Ristori, nel quale invece veniva considerato), ma a condizione che l’ammontare medio mensile del fatturato e dei corrispettivi 2020 sia inferiore almeno del 30% rispetto all’ammontare medio mensile del fatturato e corrispettivi 2019.
Il contributo è determinato applicando una percentuale alla differenza tra il fatturato medio mensile 2020 e quello 2019, determinata come da tabella:

Ai soggetti che hanno attivato la partita IVA dall’1 gennaio 2019, ed entro la data in vigore del presente Decreto, il contributo spetta anche in assenza dei requisiti di calo del fatturato. È comunque riconosciuto l’importo minimo di 1.000 € per le persone fisiche e 2.000 € per i soggetti diversi dalle persone fisiche. L’importo massimo è pari a 150.000 euro.
Il contributo può essere riconosciuto, nella sua totalità, tramite erogazione diretta sul proprio conto corrente oppure in forma di credito d’imposta. Per poter beneficiare del contributo, i contribuenti dovranno presentare apposita istanza all’Agenzia delle entrate entro 60 giorni dalla data di avvio dell’apposita procedura telematica (oggi non ancora disponibile).

Decreto Sostegni: introdotta la proroga del periodo di sospensione dell’attività dell’agente della riscossione 

Viene prorogato al 30 aprile 2021 il periodo di sospensione del versamento di cartelle di pagamento, cartelle di addebito, avvisi di accertamento affidati all’Agente della Riscossione. I versamenti oggetto di sospensione devono essere comunque effettuati entro il 31 maggio 2021.

Rottamazione TER, saldo e stralcio: le novità del Decreto Sostegni

Le rate oggetto della seguente rottamazione scadenti nel 2020 (e non pagate) possono essere versate entro il 31 luglio 2021. Le rate in scadenza a febbraio, marzo, maggio e luglio 2021 possono essere versate entro il 30 novembre 2021.

Annullamento dei carichi 

I carichi di importo massimo di 5.000 €, affidati agli Agenti della Riscossione nel periodo 2000 – 2010, in capo a Persone Fisiche e Giuridiche che hanno conseguito, per l’anno 2019, un reddito imponibile fino a 30.000 €, saranno automaticamente annullati.

Definizione avvisi bonari non spediti 

Potranno essere emanati appositi provvedimenti per la definizione delle somme dovute a seguito di avvisi bonari da liquidazioni automatiche non spediti nel rispetto del periodo di sospensione, ma elaborati entro il 31 dicembre 2020 (relativi alle dichiarazioni riferite al 2017) e entro il 2021 (relativi alle dichiarazioni riferite al 2018). La definizione non si estenderà invece ai controlli formali ex articolo 36-ter D.P.R. 600/1973.
Potranno accedere alla riduzione coloro che hanno registrato una riduzione del volume d’affari superiore al 30% (o dell’ammontare dei ricavi/compensi, se non è prevista la presentazione della dichiarazione IVA).
Sarà l’Agenzia delle entrate a inviare la proposta di definizione, se sussistono i requisiti previsti; in caso di mancato pagamento alle prescritte scadenze la definizione non produce effetti.

Riduzione canone RAI per il 2021

Un’altra delle novità riguarda il canone RAI: per l’anno 2021, per le strutture ricettive e di somministrazione e consumo di bevande in locali pubblici o aperti al pubblico, il canone di abbonamento è ridotto del 30%. È riconosciuto invece un credito d’imposta per coloro che hanno già effettuato il pagamento.

Decreto Sostegni, tutte le novità

Riuscire a fare ordine tra tutte le misure non è sempre facile, così come capire quali ci riguardano da vicino e di quali invece non dovremo (purtroppo) preoccuparci.

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