«Lo stage non è un lavoro»: l’appello dei Giovani Democratici di Milano

Alla proposta dei GD hanno aderito anche alcuni Sindaci della Martesana

Stop agli stage gratuiti e più incentivi per assumere i giovani. Queste le due proposte lanciate negli scorsi dai Giovani Democratici di Milano che hanno scritto una proposta per riformare in maniera combinata le discipline dello stage e dell’apprendistato.

«Lo stage non è un contratto di lavoro, ma è spesso usato per sfruttare giovani a basso costo e senza tutele lasciandoci precari e senza futuro», spiegano i GD di Milano. «Tutto ciò accade a scapito dell’apprendistato: il vero contratto di lavoro e formazione».

No allo stage, sì all’apprendistato

Prima di formulare la proposta di riforma, i Giovani Democratici hanno avviato un lungo confronto con sindacati, associazioni dei datori di lavoro e, soprattutto, tanti giovani stagisti.

«Abbiamo capito presto che la nostra proposta doveva guardare oltre lo stage», spiegano. Per questo, i GD hanno lanciato due proposte. Innanzitutto, lo stop agli stage gratuiti e senza tutela. In secondo luogo, sostituire agli stage la formula dell’apprendistato, attraverso incentivi per chi assume giovani lavoratori e garantisce una retribuzione adeguata.

«L’entrata nel mondo del lavoro non deve essere per forza un calvario di anni senza stabilità, senza diritti, senza la certezza del domani».

La martesana c’è

Alla raccolta firme, che ha già potuto contare sulla partecipazione dei principali epsonenti nazionali del Partito Democratico, hanno contribuito anche tre Sindaci della Martesana. Si tratta di Ivonne Cosciotti (Pioltello), Ermanno Zacchetti (Cernusco) e Paolo Micheli (Segrate).

«I nostri giovani sono stanchi», ha commentato Cosciotti. «Stanchi di non poter progettare un futuro che adessso si identifica nella parola ‘stage’. Stage usato al posto di regolare lavoro, solo mal pagato e senza futuro. Sono madre di tre ragazzi e per loro non voglio un futuro così».

Alle sue parole ha fatto eco anche Micheli. «Dare voce ai giovani e combattere per un mercato del lavoro più giusto è un impegno che dobbiamo prenderci tutti», ha commentato il primo cittadino segratese.