Gorgonzola, un’opera d’arte in ricordo della pandemia da Covid-19

Il sindaco Stucchi: «Non possiamo rimuovere questo lungo tempo della pandemia»

L’Amministrazione comunale di Gorgonzola ha indetto un bando per la realizzazione di un’opera artistica che verrà posizionata nei pressi dell’edificio storico comunale e del Nuovo Municipio. L’obiettivo è quello di commemorare chi non c’è più ma anche ricordare chi si è impegnato in prima linea per fronteggiare la pandemia dovuta al Covid-19.

Riflettere e ricordare

L’opera artistica dovrà essere la testimonianza permanente dell’attuale fase storica e, nello stesso tempo, essere in grado di conservare e rinnovare la memoria di coloro i quali sono venuti a mancare in questo tempo pandemico.

«Non possiamo rimuovere questo lungo tempo della pandemia. Non possiamo dimenticare così tanti nostri concittadini e concittadine che non ce l’hanno fatta e che nei loro ultimi giorni non hanno avuto nemmeno il conforto dei loro cari, mogli, mariti, figli, che non hanno potuto accompagnarli nell’ultimo respiro – ha spiegato il sindaco Angelo Stucchi – Non era mai accaduto nella storia recente che succedesse tutto questo a tante persone tutte insieme e in tutte le parti del mondo».

L’opera dovrà anche garantire la giusta riflessione e commemorazione del 18 Marzo, Giornata Nazionale in memoria delle vittime dell’epidemia da Coronavirus istituita dal Governo italiano per non dimenticare e conservare la memoria di tutte le persone vittime dell’epidemia da Covid-19.

«Non solo ricordare chi non c’è più, ma anche chi in questa emergenza sanitaria ha dato tutto sé stesso nel servizio quotidiano del proprio lavoro, umile o altamente qualificato, per contrastare il terribile virus, chi ha fornito le sue capacità professionali per permettere di avere in un tempo relativamente breve un vaccino – ha concluso il sindaco Stucchi – Come non possiamo dimenticare molte donne e uomini che hanno perso il lavoro, chi ha dovuto chiudere la propria attività. Un’opera che dovrà anche testimoniare quello che siamo stati e ciò per cui ci siamo spesi».

Augusta Brambilla