Vaccini, Lombardia in ritardo. Per la Lega quelle di Gallera sono “scuse ingiustificabili”

È previsto per oggi 4 gennaio, il vero e proprio inizio della campagna vaccinale in Lombardia per cui è prevista, partendo dagli operatori sanitari, la somministrazione di circa 10.000 dosi al giorno. La campagna vaccinale, che sarebbe iniziata ufficialmente il 27 dicembre con il Vaccination Day, è però già considerata un flop dalle opposizioni, visti i ritardi nella somministrazione. Ad aggravare ulteriormente la posizione dell’Assessore leghista Giulio Gallera in Regione, anche la presa di distanze da parte del suo stesso partito dalle sue recenti dichiarazioni.

Gallera «Medici e infermieri in ferie. Non li faccio rientrare per un vaccino»

Ad oggi, secondo il report che indica il numero di somministrazioni divise per regioni, la Lombardia si posiziona solamente al quartultimo posto (3,9%), seguita da Calabria (3,5%), Sardegna (3%) e dal Molise (1,7%). Nelle tre posizioni in cima alla classifica la Provincia Autonoma di Trento (54,8%), Lazio (48,7%) e Veneto (40,6%).

«Trovo agghiacciante la classifica di chi finora ha vaccinato più persone, i conti facciamoli tra 15 o 20 giorni. Abbiamo medici e infermieri che hanno 50 giorni di ferie arretrate. Non li faccio rientrare in servizio per un vaccino nei giorni di festa. Ma staremo nei tempi previsti» aveva detto, sabato 2 gennaio, l’Assessore al Welfare Giulio Gallera in un’intervista alla Stampa, cercando di mettere a tacere le polemiche seguite a quella che è già considerata una “falsa partenza” della campagna vaccinale.

La Lega «Scuse ingiustificabili»

Una dichiarazione che non è piaciuta alle opposizioni, ma non è andata giù nemmeno al capogruppo della Lega in Regione Lombardia, Roberto Anelli che ha subito ritenuto le scuse dell’Assessore ingiustificabili: «Non sta né in cielo né in terra la scusante dei medici in ferie – ha detto Anelli – Non possiamo ritardare le vaccinazioni con una giustificazione simile».