Parole dal mondo: per viaggiare lontano attraverso le storie

Primo appuntamento giovedì 28 gennaio alle 18, con la giornalista e scrittrice Oiza Queens Day Obasuyi

Viaggi Fuori dal Comune inaugura oggi con Parole dal mondo, una rubrica – in collaborazione con le associazioni ColorEsperanza, Coraggiosa, ACLI Cernusco E UDI Donnedioggi Cernusco – che in quattro puntate, in onda in diretta streaming su Facebook, approfondisce diversi temi di attualità, attraverso le riflessioni di quattro scrittrici e scrittori che vivono in diverse parti del mondo.

La prima meta di questo viaggio virtuale sarà proprio l’Italia, vista attraverso gli occhi della giornalista e scrittrice Oiza Queens Day Obasuyi. Durante l’intervista parleremo del suo libro Corpi estranei, nel quale si affronta il tema del razzismo nel nostro paese, partendo dal Colonialismo fino ad arrivare ai fatti più recenti e il movimento Black Lives Matter.

Come seguire la diretta

Se seguite già la nostra pagina Facebook alle 18 troverete la diretta sulla bacheca, ma potrete seguirla anche dalle pagine di ColorEsperanza, Osservatorio sul razzismo in Italia, ACLI Cernusco e Giovani delle ACLI di Milano. Per chi non dovesse avere Facebook, la diretta sarà disponibile anche all’interno di questo articolo.

Il libro

«In questo libro i protagonisti sono le persone nere – e di origine straniera in generale – che diventano dei corpi estranei e muti in un contesto che li nomina ma non li interpella, che se ne serve per propaganda ma non li ascolta. Le persone nere sono corpi spersonalizzati, senza identità, pensieri, opinioni. Le persone nere sono a tratti degli invasori, oppure dei cuccioli da salvare. Sono da sfruttare, oppure da nominare per appuntarsi la propria medaglietta di ‘antirazzista perfetto’. Le persone nere sono, per esempio, quello a cui ho dato l’elemosina e che deve essere il protagonista del mio post su Facebook. In questo libro si cerca di decostruire il razzismo in Italia. Razzismo che, chiaramente, non comincia con il governo giallo-verde e non si consuma con l’ennesima aggressione – che ne è solo la punta dell’iceberg. Il razzismo è qualcosa di più complesso da decifrare. Chi non fa parte di una minoranza etnica difficilmente lo coglie, e spesso anzi lo perpetua senza rendersene conto».

L’autrice

Oiza Queens Day Obasuyi ha 26 anni ed è nata e cresciuta ad Ancona. Si è laureata in Lingue, Culture e Letterature Straniere all’Università degli Studi di Macerata, dove frequenta il corso di laurea magistrale in Global Politics and International Relations. È una studiosa di diritti umani, migrazioni e relazioni internazionali. Collabora con The Vision e Internazionale. Per People ha pubblicato Corpi Estranei dove, ripercorrendo la storia politica e culturale d’Italia, smantella il sistema di esclusione e discriminazione in cui viviamo, per denunciare un Paese culturalmente arretrato nel rapporto con le minoranze etniche e le migrazioni. Corpi estranei, infatti, è l’esperienza di una donna afro-discendente capace di smascherare i meccanismi e le carenze della nostra classe dirigente.

Il prossimo appuntamento

Giovedì 4 febbraio sarà la volta della giornalista e scrittrice Laura Tangherlini che ci parlerà del suo libro Matrimonio siriano, un nuovo viaggio.

«Come si sopravvive da profughi siriani?
Come e dove si è accolti? Si è ancora beneaccetti?
Da cosa si scappava e da cosa si scappa?
Quanto restano forti dopo otto anni di conflitto la nostalgia e il ricordo?
Il ritorno per i profughi è davvero una possibilità?
La guerra è davvero finita?
Esistono buoni e cattivi? Chi sono?
La ricostruzione è cominciata? Chi la finanzierà? Quali interessi gravitano intorno ad essa?
Che Siria era e che Siria potrà essere? Ci sarà posto per tutti?
Qualcuno pagherà per questi anni di morte e distruzione?

Le risposte a queste domande nelle voci delle vere vittime, di chi scappa e di chi ha paura a tornare. Il loro dramma in un libro di inchiesta, denuncia e amore: “Matrimonio Siriano, un nuovo viaggio”, che nasce dai viaggi benefici di due neo-sposi e dal bisogno di verità e giustizia di una giornalista.

Comincia quando Laura Tangherlini, assieme al marito cantautore Marco Rò, ha voluto organizzare in chiave completamente benefica per i profughi siriani le loro nozze in Umbria, incontrando e aiutando poi quegli stessi profughi in Libano e Turchia.

E termina in Giordania, dove l’autrice torna, da sola, per continuare il suo progetto di ascolto e sopratutto di aiuto concreto verso quel popolo di cui si era innamorata nel 2009, soggiornando a Damasco per studio. Al dito ormai la fede e sulle spalle chili di aiuti sia propri, derivanti dai guadagni delle vendite del precedente “Matrimonio Siriano”, sia inviati da tanti conoscenti e telespettatori che negli anni hanno seguito e sostenuto questo molteplice viaggio d’amore».