Cassina, Giorno della Memoria: una lettera indirizzata a Liliana Segre

I ragazzi della Cooperativa sociale Il Germoglio hanno scritto alla Senatrice a vita

foto di repertorio

I ragazzi della Cooperativa il Germoglio di Cassina De’ Pecchi tornano a far parlare di loro, questa volta con una lettera indirizzata alla Senatrice a vita Liliana Segre in occasione del Giorno della Memoria, con la quale hanno lanciato un messaggio di inclusività, partendo dal ricordo degli orrori del passato. La Senatrice, che con i ragazzi ha una certa dimestichezza, avendo portato per anni nelle scuole la sua testimonianza di ex deportata, ha ringraziato gli autori della lettera per la profonda riflessione che esprime.

«Ricordare gli orrori di cui siamo capaci per non ripeterli»

Si apre così la lettera in cui è motivata l’esigenza del ricordo. I ragazzi hanno letto passi dei libri di Liliana Segre, guardato le immagini del binario 21 e un video su Roberto Camerani, antifascista deportato, a cui è dedicata la Biblioteca di Cassina de’ Pecchi.

«Oggi viviamo un periodo complicato a causa del Coronavirus ma fortunatamente possiamo stare al sicuro nelle nostre case – hanno scritto aprendo una riflessione tra passato e presente – La sua esperienza invece è stata terribile: vivere in fuga, tentando di scappare dalla morte sapendo che nessun posto era sicuro».

 Il ruolo della memoria nella costruzione di una società inclusiva

 «Ricordare questo dolore importante anche per provare a contrastare tutte le forme di razzismo che continuano a causare sofferenza» hanno proseguito, invitando tutti a «provare a vederci solo come persone, ciascuna con i propri punti di forza e di criticità».

La lettera si conclude con una citazione dell’ex deportata sull’indifferenza, parola che apre ogni visita del binario 21, trovandosi scritta sul muro all’ingresso: «L’indifferenza è più colpevole della violenza stessa. È l’apatia morale di chi si volta dall’altra parte: succede anche oggi verso il razzismo e altri orrori del mondo. La memoria vale proprio come vaccino contro l’indifferenza».

Giada Felline