Alessandra Di Consoli omaggia Agitu Ideo Gudeta

Un ritratto per ricordare il coraggio e la determinazione di una donna nel realizzare i propri sogni

Avere la passione e la forza per vedere realizzati i propri sogni. Questa la caratteristica di Agitu, pastora brutalmente uccisa lo scorso 29 dicembre, che ha più colpito Alessandra Di Consoli, artista poliedrica che ha deciso di omaggiarla con un ritratto che è un inno alla bellezza interiore e all’amore per la vita.

Una storia di riscatto 

Foto del ritratto “Agitu” di Alessandra Di Consoli

 Agitu Ideo Gudeta, etiope, 42 anni, è diventata il simbolo del coraggio che l’ha portata a realizzare il suo sogno: vivere in armonia con la natura e salvare dall’estinzione la capra Mochena, una razza che sopravvive in una valle isolata della provincia di Trento. Fuggita dall’Etiopia era arrivata in Trentino nel 2010 e dopo aver lavorato per un periodo in un bar aveva messo da parte i risparmi necessari per avviare un allevamento di capre. Diventa imprenditrice con l’azienda agricola “La capra felice” e aveva aperto da poco il suo primo punto vendita a Trento, in piazza Venezia. Viene trovata morta il 29 dicembre 2020 nella sua casa di Frassilongo, colpita brutalmente alla testa, per mano di uno dei suoi collaboratori, Adams Suleimani, 32 anni, ghanese, che ha confessato ai carabinieri di aver avuto una lite per motivi economici.

Un tributo umano 

Alessandra Di Consoli è un’artista poliedrica che spazia dalla fotografia, il suo primo amore, al ritratto, al disegno e all’arteterapia. E’ fresca autrice con lo scrittore Cristiano Sormani Valli dell’albo illustrato “Manuale d’incanto” (Sabir Editore).

«Avevo contattato Agitu da tempo e volevo andare a trovarla per farle dei ritratti, come fotografa, e raccontare la sua giornata tra la natura e le sue adorate capre – ha dichiarato Alessandra Di Consoli – É una figura che mi aveva colpito per la sua storia di donna che è riuscita a realizzare il suo sogno da sola e che è diventata, per me, un’icona di coraggio in questo mondo che spesso ci mostra esempi negativi».

Alessandra Di Consoli non ha potuto dare seguito al suo progetto, a causa dell’emergenza Covid-19, e quando ha appreso la notizia della sua tragica scomparsa ha dato vita al ritratto “Agitu”.

«Ho provato un forte dolore e ho pensato che, per me, l’unico mezzo di riconoscenza per essere esistita potesse essere l’illustrazione, un modo per cercare di chiudere il dolore per la perdita di questa donna – ha spiegato Alessandra Di Consoli – E nella mia mente e dalle mie mani è nato il volto di una donna serena, circondata dalle sue caprette che la proteggono, che ha lasciato una bellezza interiore e un passaggio sereno. É stata un’emozione veramente forte di fratellanza, ho provato grande stima come essere umano e come donna e mi sono sentita in dovere di darle un tributo».

Augusta Brambilla