L’anima dance di Marco Ravelli

Intervista a uno dei più famosi disk jockey e speaker radiofonici italiani

La passione muove il mondo. E quella per la musica dance di Marco Ravelli, classe 1965, melzese, lo ha consacrato uno dei più famosi deejay italiani. Ha suonato in discoteche che sono stati luoghi simbolo dell’anima dance negli anni ‘80 e ‘90, quali Studio Zeta e il Tocqueville.  Apprezzato conduttore radiofonico di trasmissioni di successo a Discoradio e Radio Studio Più, nella sua lunga e riconosciuta carriera ha saputo coniugare passione  e professione in un percorso foriero di incontri e occasioni importanti. 

La radio, amore a prima vista

Marco Ravelli ha solo 14 anni quando nel 1979 si approccia al mondo della radio in una piccola realtà dell’hinterland milanese, ma la consacrazione vera e propria avviene dopo una lunga gavetta. 

«Mentre i miei coetanei dimostravano interesse per i pattini, il basket e la pallavolo, io mi accorsi di avere un debole per un aggeggio cilindrico chiamato microfono e per degli affari circolari chiamati dischi. Per caso mi ritrovai con gente simpatica, allegra e divertente in un mondo chiamato radio – ha dichiarato Marco Ravelli – Poi un bel giorno arrivò la diretta: era il 1°Ottobre, un lunedì, dalle 17 alle 18. Iniziai a tremare come una foglia; da una parte avrei voluto che quel giorno non arrivasse mai, dall’altra non vedevo l’ora. Le mie prime parole state “sono le 17…in arrivo John Davis con LOVE MAGIC”. Da qui partì la mia avventura radiofonica».

Sulla cresta dell’onda 

Marco Ravelli è uno dei fondatori di Discoradio, la seconda radio locale più ascoltata in Italia, che nasce nel 1989 grazie all’intuito di Dario Desi che lo ha invitato a partecipare al progetto. 

«Quando un caro amico, Dario Desi, con cui avevo lavorato qualche anno prima in una radio della zona mi chiamò per chiedermi di creare Discoradio, non ebbi esitazione e la risposta fu affermativa – ha spiegato Marco Ravelli – Oggi non mi pento assolutamente della scelta fatta, anzi come dice Jovanotti mi ritengo un ‘ragazzo fortunato’, anche perché al giorno d’oggi è diventato molto difficile intraprendere questa strada».

Speaker di Discoradio Disco Dance, nel 1994 era l’unico programma dance su Discoradio insieme alla Discoparade.

«Grazie al successo di D.D.D. nel 1995 convinsi l’editore Angelo Zibetti, proprietario anche della Discoteca Studio Zeta, a rendere Discoradio un’emittente dance h24 – ha ribadito Marco Ravelli – Nel 2004, da un sondaggio de Il Sole 24 ore di Strategy & Media Group, il D.D.D. risultava essere il secondo programma radiofonico preferito in Italia dai giovani con un età compresa tra i 12 e i 29 anni, alle spalle dello “Zoo di 105” e davanti a “Ciao Belli” di Radio Deejay».

Passione, umiltà e perseveranza

La musica dance è cambiata nel corso degli anni, grazie anche alla tecnologia, ma il fascino della professione resta ancora il sogno di tanti giovani.

«La musica dance, dagli anni ’70 a oggi, ha sempre subito mutazioni; in linea di massima a ogni decennio c’è stato un cambiamento e meno male, altrimenti che noia. Sicuramente quello degli anni ‘80 e i primi anni ’90 è stato il periodo dove la musica da ballare era più melodica e lenta, un po’ come il grafico di un cardiogramma in termini di ritmo – ha concluso Marco Ravelli – Questo è un lavoro che fondamentalmente richiede una grande passione per la musica dance innanzitutto; l’umiltà e la perseveranza, come per qualsiasi professione artistica, è d’obbligo».

Augusta Brambilla