Gioco d’azzardo: le azioni di contrasto a Pessano

Tema sollevato da un'interpellanza di Pasquale Nacca, consigliere di Governa il Futuro. Villa illustra le misure di contrasto e la situazione in città. Non manca un affondo allo Stato

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Quali iniziative sono state messe in campo per contrastare il gioco d’azzardo? Questa la domanda che il consigliere comunale Pasquale Nacca, della forza di minoranza Governa il Futuro, ha fatto all’Amministrazione comunale, durante il consiglio di lunedì 30 novembre. L’Interpellanza arriva dopo l’approvazione della mozione del 26 giugno 2018, con i quale il parlamentarino pessanese aveva impegno la Giunta a mettere in campo iniziative per combattere un fenomeno che nei casi più gravi, per alcune persone, ritrasforma in patologia.

«Il gioco d’azzardo – si legge nell’interpellanza – è un fenomeno nazionale che ogni anno muove decine di miliardi di euro e determina ingenti perdite, risultando permeabile a infiltrazioni illegali e coinvolgendo le fasce più deboli della popolazione quali giovani e anziani».

Nacca ha anche illustrato i dati dei soldi spesi a Pessano: nel 2017, 2.768 euro pro capite per un totale di 25.148.157; nel 2018 2.893 per un totale di 26.284.389; nel 2019 2.744 per una spesa complessiva di 24.927.728. Numeri che possono fare una certa impressione, come quelli del resto dei Comuni della Martesana, recentemente pubblicati dall’Agenzia delle Dogane e dei monopoli.

Villa ha illustrato le azioni di contrasto e lanciato una frecciatina allo Stato

Ad illustrare tutte le iniziative messe in campo è stato il sindaco Alberto Villa, che ha parlato di interventi di sensibilizzazione verso i cittadini, con un’attenzione particolare verso i giovani. «Sul Piano di Zona, con Spazio giovani Martesana, è stato fatto un progetto che coinvolge i ragazzi dei centri di aggregazione che sono una fascia sensibile, soprattutto oggi che c’è l’online gaming – ha detto – Abbiamo organizzato già nel 2018 una serata informativa sul fenomeno del gioco d’azzardo, attività istituzionalizzata all’interno delle scuole fino a dicembre 2019 (prima dell’arrivo del Covid, ndr)».

Il primo cittadino ha anche illustrato la situazione in Paese, sottolineando come da 5 anni non siano segnalati casi gravi di ludopatia, anche se ci sono persone abituate a giocare, alcune di loro monitorate dai servizi sociali.

Villa ha però lanciato anche una frecciatina allo Stato centrale, accusato di avere una linea ambivalente sul tema gioco. «Da un lato abbiamo lo Stato che combatte il gioco d’azzardo, dall’altro abbiamo lo Stato che è il principale erogatore del gioco d’azzardo – ha sottolineato – Finchè non supereremo questa ipocrisia sarà difficile affrontare in modo organico questa problematica».