Cassina, il take away letterario resta «congelato»

Bocciata la mozione del consigliere Andrea Maggio. L'Amministrazione aveva avviato l'organizzazione del servizio, ma dalla Prefettura è arrivato un campanello d'allarme

Per il momento la biblioteca di Cassina de’ Pecchi non effettuerà la consegna dei libri a domicilio. Nella seduta del Consiglio comunale di ieri, lunedì 30 novembre, è stata infatti bocciata la mozione del consigliere Andrea Maggio che chiedeva alla Giunta di attivare un servizio di take away letterario, ispirandosi anche alle esperienze di altri Comuni della Martesana, anche del sistema bibliotecario Nord Est Milano.

«Dare continuità al servizio bibliotecario cittadino, mettendo in atto misure alternative di consegna e restituzione dei volumi presi in prestito – ha detto il consigliere Maggio – è di vitale importanza per la nostra comunità cassinese, costretta tra le mura domestiche, dove leggere un buon libro potrebbe essere una giusta alternativa alla talvolta monotona quotidianità».

Il sostegno degli altri gruppi di minoranza

Il sostegno alla proposta è arrivato dal Comitato Civico Cassina, con Sandro Medei che ha definito il servizio «utile a chi in questo momento ha dei problemi», sottolineando però come lo stesso dovrà essere attivato in sicurezza. Favorevole anche Progetto Cassina Domani. «Penso sia un servizio fondamentale soprattutto per le persone molto fragili – ha aggiunto Doriana Marangoni – per le quali un libro può essere l’unico conforto che in questo momento hanno per superare questo periodo di isolamento».

L’Amministrazione ha organizzato il servizio, ma al momento è «congelato»

Ad essere favorevole al servizio è anche la maggioranza e il sindaco Elisa Balconi, che ha però spiegato il motivo per il quale non è ancora stato possibile attivarlo. «L’assessore alla Cultura Lucia Marino si era attivata per mettere in piedi un servizio di consegna dei libri già dalla prima fase dell’emergenza coronavirus» ha detto il primo cittadino, sottolineando come fosse già stata individuata l’associazione Alpini come la migliore alla quale affidare le consegne.

Un campanello d’allarme è arrivato però dalla Prefettura il 25 novembre. «La Prefettura di Milano ha inviato una comunicazione: ‘Richieste specifiche in merito all’attività di prestito interbibliotecario’, precisando che ‘non si ritiene compatibile la modalità proposta con le norme che sospendono l’attività della biblioteca’ – ha sottolineato il primo cittadino – Al momento il progetto si è congelato, ma si metterà in campo non appena la situazione lo consentirà».