Carugate, 50.000 euro per la pista ciclabile che collegherà Carugate a Brugherio

I fondi erogati dal Ministero dell'Interno. Qualche lamentela su via De Gasperi

Ph:Luca Maggioni

Buone notizie per Carugate! Il paese riceverà 50 mila euro dal Ministero dell’Interno per la spesa di progettazione definitiva ed esecutiva per interventi di messa in sicurezza di strade ed edifici.

La notizia appena arrivata

«Abbiamo ricevuto la splendida notizia il 30 ottobre e abbiamo dovuto rispondere immediatamente. Avevamo inoltrato la domanda a gennaio 2020 e ora, proprio nei giorni in cui stiamo ridipingendo le nostre piste ciclopedonali, ecco la notizia» ha commentato il sindaco Luca Maggioni. «Questi fondi ci serviranno per svolgere studi definitivi ed esecutivi per la sistemazione della strada che porta verso Brugherio: il ponte della Graziosa e la strada che prosegue dopo il ponte, con l’idea di creare una pista cicplopedonale. Lo dobbiamo ai residenti della zona e a tutti coloro che vogliono muoversi in bicicletta in sicurezza».

La mobilità dolce una priorità

«La nostra amministrazione da sempre ha a cuore la mobilità dolce, ne parliamo da anni – ha dichiarato il primo cittadino – Non è un caso che abbiamo deciso di usare questi 50 mila euro per le piste ciclabili. Anche nel nostro PGT abbiamo dato importanza a questo tema e anche nei due progetti finanziati da Regione Lombardia». Dalle parole hai fatti, quindi, e secondo Maggioni questi fondi non sono altro che «la riconferma del nostro impegno».

Le lamentele su Via De Gasperi

Nei giorni scorsi, tuttavia, sui social è nata un battibecco sulla realizzazione della corsia dedicata alla mobilità dolce in via De Gasperi:«Alcuni hanno avuto da ridire, sì» ha commentato Maggioni. «Qualcuno ha detto: “Ah!, è cos’ che si fanno le piste ciclabili”. A queste lamentele abbiamo semplicemente risposto che dove è possibile realizzare le piste ciclabili lo facciamo, ma ci sono vie in cui lo spazio non c’è. La corsia dedicata ai ciclisti è presente in ambi i sensi e ha larghezza di due metri e mezzo». Non solo, il primo cittadino ha aggiunto che «in molti Paesi si vedono cose analoghe, come in Svizzera, per esempio. Il nostro impegno per la mobilità dolce si muove con tutti gli strumenti necessari per proteggere e tutelare  ciclisti».