A Cernusco una classe su quattro è in isolamento preventivo

Il Sindaco Zacchetti rassicura: «si tratta di un dato in linea con il resto della città metropolitana di Milano»

«Il 24% delle classi si trova in isolamento». A dirlo è il Sindaco di Cernusco sul Naviglio Ermanno Zacchetti durante l’ultima seduta del consiglio comunale, svoltasi in via telematica lo scorso 10 novembre. Il primo cittadino cernuschese ha voluto comunque specificare che il dato è pressoché in linea con il resto dei Comuni della Città Metropolitana di Milano e non desta quindi grande preoccupazione.

La situazione nelle scuole di Cernusco

A stimolare la richiesta di nuovi dati aggiornati in merito alla diffusione del contagio fra la popolazione scolastica è la consigliera Rita Zecchini – La Città in Comune – Sinistra per Cernusco -, che ha presentato al Sindaco Zacchetti un’interrogazione ad oggetto “Situazione pandemia negli istituti scolastici di Cernusco s/N”.

«I dati aggiornati al 6 novembre – ha spiegato il primo cittadino – ci dicono che le classi totali in quarantena preventiva sono diciotto per l’Istituto Margherita Hack e diciannove per l’Istituto Rita Levi Montalcini, per un totale di trentasette. La media complessiva è dunque del 24% delle classi totali».

«Nel confronto fatto con Ats, medici e pediatri – ha rassicurato il Sindaco – ci è stato detto che è una percentuale in linea con il resto della città metropolitana, dove alcuni comuni hanno addirittura superato il 35% o in alcuni casi il 50%, portando alla chiusura delle scuole».

I test rapidi

Un’altra questione sollevata dalla consigliera Zecchini riguarda i test antigenici rapidi, che, se implementati, potrebbero accelerare il processo di individuazione e isolamento dei casi positivi. Il Sindaco Zacchetti, tuttavia, ha spiegato che «non c’è nessuna competenza in capo al Comune per quanto riguarda la somministrazione di test rapidi» e per questo non sono state stanziate risorse.

«Le indicazioni fornite da Regione Lombardia non prevedono l’esecuzione di test rapidi come strumento di screening massivo della popolazione scolastica, ma come strumento di ausilio per una migliore gestione dei casi sospetti, che deve essere validata anche dal test molecolare», ha spiegato Zacchetti. «In assenza di una norma che conferisca all’ente locale una specifica competenza, non sono state predisposte risorse in tal senso».