Coronavirus, istruzioni per l’uso

Quanti tamponi ci sono e come comportarsi se si rientra da un viaggio o se si accusano i sintomi

Inscription coronavirus, euro and downward graphs representing financial crisis caused by Covid-19

Cosa succede se accuso i sintomi da Covid-19? Rientro da un viaggio all’estero, dove posso fare il tampone? Quanti tipi di tampone esistono? È normale essere confusi e farsi queste domande, la seconda ondata di coronavirus si è scagliata sulla popolazione in modo capillare, colpendo tutte le fasce d’età.

Prevenire è meglio che curare

Le istituzioni continuano a ripeterlo e anche noi. Per evitare di contrarre il virus è fondamentale indossare sempre la mascherina nei luoghi all’aperto: strade, piazze, fermate dei mezzi pubblici. La mascherina va sempre indossata nei locali al chiuso, anche in casa o in macchina se si è in presenza di persone non congiunte. Ovviamente, in questo periodo è vivamente sconsigliato accogliere ospiti nella propria abitazione.

È fondamentale igienizzarsi spesso e accuratamente le mani.Secondo uno studio giapponese pubblicato sulla rivista Clinical Infectious Deseases, il virus può sopravvivere sulla pelle fino a 9 ore, anche 11 se in contatto con muco. Per questo più si lavano le mani, minore è il rischio di contrarre Sars-Cov-2.

Quanti tamponi ci sono e qual è il più affidabile

In Italia sono disponibili diverse tipologie di tampone: quello molecolare, il sierologico, l’antigenico. Al momento il test più affidabile è quello molecolare. Si tratta di un tampone naso-faringeo che può essere svolto solo in laboratori, drive-in e strutture specializzate individuate dalle autorità sanitarie. Solitamente per l’esito bisogna spettare in media dalle 24 alle 48 ore. I test sierologici rilevano la presenza di anticorpi nel nostro sistema immunitario e vengono effettuati attraverso un prelievo del sangue. Danno il risultato in 48 o, nella versione rapida, entro qualche minuto, anche se si sono rivelati meno attendibili. Nel caso il test sierologico evidenzi la positività al virus è obbligatorio svolgere anche il tampone molecolare. I test antigenici, come i test molecolari si fanno attraverso un tampone naso-faringeo e si basano sulla ricerca di proteine virali, gli antigeni. Il risultato si ottiene nel giro di 15 minuti, ma non garantisce una diagnosi accurata come il tampone molecolare.

Come comportarsi in caso di sintomi

Nel caso si accusino sintomi riconducibili al coronavirus, come febbre, spossatezza, tosse secca o mancanza di percezione olfattiva, la prima cosa da fare è auto-isolarsi e contattare il proprio medico curante. È fondamentale rimanere in casa senza recarsi in ambulatorio o ingorgare i pronto soccorso, già sotto stress. Sarà il medico a decidere se svolgere immediatamente il tampone o aspettare qualche giorno. Se il test dovesse risultare positivo bisognerà aspettare almeno 10 giorni prima di rifare il tampone per verificare o meno la guarigione ed è necessario rimanere rigorosamente in isolamento, nel frattempo, l’intero nucleo famigliare deve osservare la quarantena di 10 giorni o, in alternativa, effettuare il tampone.

Uno spazio interamente dedicato al malato

È importante che il famigliare positivo rimanga isolato dal resto della famiglia, dormendo in una camera separata e con un bagno a suo uso esclusivo. La biancheria deve essere lavata a 60 gradi e bisogna igienizzare più volte le superfici dei locali usati dal malato. Se anche il secondo tampone dovesse risultare positivo si dovranno attendere almeno 21 giorni dalla manifestazione dei primi sintomi, prima di poter rientrare nella società e solo dopo l’approvazione del medico.

L’app Immuni

È vivamente consigliato alla cittadinanza scaricare l’app di tracciamento per garantire una migliore ramificazione e una più puntuale segnalazione dei casi. Nel caso si risulti positivi, attraverso la sezione «segnala positività» viene generato un codice che deve essere dettato alla Asl quando si viene contattati con l’esito del tampone, che poi viene inserito nel sistema di Immuni e diramato, in forma anonima, a tutti coloro con cui si è stati in contatto. «Quando un utente risulta positivo al virus, può decidere di caricare sul server di Immuni i dati necessari ad avvertire gli utenti che sono stati a stretto contatto con lui si legge sul sito ufficiale –  Per farlo deve dettare il codice monouso che si trova nell’apposita sezione dell’app all’operatore sanitario che gli ha comunicato l’esito del tampone. Dopo che l’operatore sanitario valida il codice monouso, l’utente può procedere al caricamento». Il vero problema è che le Asl non riescono a stare dietro a tutte le segnalazioni, creando una falla nel sistema.

Immuni all’estero

A livello internazionale, Immuni è collegata alle app europee di contact tracing di Austria, Danimarca, Estonia, Germania, Irlanda, Lettonia, Olanda, Polonia, Repubblica Ceca e Spagna. Questo permette di non dover scaricare altre app, come invece accade se ci si reca in Gran Bretagna, in cui per accedere ai locali è necessario scannerizzare il Qr Code del National Health Service.

Se si rientra da un viaggio

Se si rientra in Italia da Belgio, Francia, Paesi Bassi, Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord, Repubblica Ceca e Spagna è obbligatorio fare il tampone entro 48 ore dall’ingresso in territorio nazionale. Il tampone si può fare direttamente in aeroporto, nei porti o nei luoghi di frontiera o nelle Asl di propria competenza.